Egitto

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Al termine dell'Angelus di domenica 11 dicembre Papa Francesco ha pregato per le vittime delle guerre e dei recenti attentati terroristici: “Cari fratelli e sorelle, ogni giorno sono vicino, soprattutto nella preghiera, alla gente di Aleppo. Non dobbiamo dimenticare che Aleppo è una città, che lì c’è della gente: famiglie, bambini, anziani, persone malate… Purtroppo ci siamo ormai abituati alla guerra, alla distruzione, ma non dobbiamo dimenticare che la Siria è un Paese pieno di storia, di cultura, di fede. Non possiamo accettare che questo sia negato dalla guerra, che è un cumulo di soprusi e di falsità. Faccio appello all’impegno di tutti, perché si faccia una scelta di civiltà: no alla distruzione, sì alla pace, sì alla gente di Aleppo e della Siria...."

La Toscana ha risposto con generosità al gesto di amore di un ragazzo di 13 anni che per cercare una cura per il fratellino di 7 non ha esitato a salire su una barca e attraversare il mediterraneo, in mezzo agli altri migranti. Domani il ragazzo sarà a Firenze in attesa del fratellino e dei genitori.

Il comune impegno delle autorità e dei fedeli delle grandi religioni per la pace nel mondo, il rifiuto della violenza e del terrorismo e la situazione dei cristiani nel contesto dei conflitti e delle tensioni nel Medio Oriente e la loro protezione, sono stati al centro dell’incontro tra Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar, professor Ahmad Muhammad Al-Tayyib. Rettore dell’Università di Al-Azhar de Il Cairo e grande imam della moschea, Ahmad Al-Tayyib è considerato uno dei massimi esponenti dell’islam sunnita moderato.
Il Grande Imam era accompagnato da una importante delegazione di Al-Azhar, e dall’Ambasciatore della Repubblica Araba di Egitto presso la Santa Sede, Hatem Seif Elnasr.

Due bambini, due storie. Da un parte il piccolo curdo Aylan trovato morto sulla spiagga di Bodrum. Dall'altra un bambino malato di cancro, Amro Salah, che il generale al-Sisi ha voluto accanto a sé all'inaugurazione del nuovo Canale di Suez, lo scorso 6 agosto. La testimonianza del francescano egiziano padre Ibrahim Faltas, molto conosciuto anche in Toscana.