Etiopia

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“Pur riconoscendo la complessità della situazione politica, chiediamo alla comunità internazionale, e in particolare all’Unione europea, di contribuire attivamente ai negoziati di pace e di facilitare i corridoi umanitari per consentire una fornitura senza ostacoli di assistenza a oltre quattro milioni di persone in urgente necessità”. È quanto chiede in una Dichiarazione il Comitato esecutivo della Conferenza delle Commissioni europee per la Giustizia e la Pace (“Justice & Peace Europe”), in merito alla situazione dell’Etiopia unendo così la sua voce a quella di Papa Francesco che ieri ancora una volta ha lanciato un appello perché “cessino le violenze, sia salvaguardata la vita, in particolare dei civili, e le popolazioni possano ritrovare la pace”. 

Sono arrivate questa mattina all'aeroporto di Fiumicino 66 persone provenienti dai campi profughi dell'Etiopia attraverso i corridoi umanitari, finanziati dalla Cei e realizzati dalla Caritas italiana che le accoglierà in nove diocesi. Mons. Soddu (Caritas Italiana), «li abbiamo salvati dal mare di una umanità in deriva».

«Lo sguardo misericordioso del Signore ci raggiunge prima che noi stessi ci rendiamo conto di averne bisogno per essere salvati. E con questo sguardo del divino Maestro comincia il miracolo della conversione del peccatore». Lo ha spiegato il Papa, durante l'Angelus di ieri, incentrato sulla figura di Zaccheo. 

«L'urgente necessità di essere attenti ai più poveri dei nostri cittadini è un chiaro dovere, che si esprime in modo eloquente quando, nel rispetto delle legittime diversità, ci uniamo nel promuovere il loro sviluppo umano integrale. Questa unione ha un nome concreto: fraternità!». Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza, nella Sala Clementina, gli ambasciatori di Thailandia, Norvegia, Nuova Zelanda, Sierra Leone, Guinea, Guinea Bissau, Lussemburgo, Mozambico ed Etiopia in occasione della presentazione delle lettere credenziali.

È stato firmato ieri al Viminale il nuovo protocollo per far entrare in Italia, in due anni, 600 richiedenti asilo dai campi profughi in Etiopia, Giordania e Niger, tramite corridoi umanitari tra Cei, Comunità di Sant’Egidio, ministero dell’Interno e ministero degli Esteri. Conversando con i giornalisti mons. Russo ha replicato alle accuse alla Caritas da parte di Matteo Salvini, che non era presente alla firma.

Venerdì 3 maggio, alle 17.30, verrà firmato al Viminale un nuovo protocollo per l'arrivo, in due anni, di 600 richiedenti asilo da Etiopia, Niger e Giordania. Si tratta di persone vulnerabili (famiglie con bambini, malati, donne a rischio di tratta), che vivono attualmente in campi profughi e altre sistemazioni precarie, appartenenti per lo più a nazionalità del Corno d'Africa, dell'Africa sub sahariana e anche della Siria.