Etiopia

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Sono arrivate questa mattina all'aeroporto di Fiumicino 66 persone provenienti dai campi profughi dell'Etiopia attraverso i corridoi umanitari, finanziati dalla Cei e realizzati dalla Caritas italiana che le accoglierà in nove diocesi. Mons. Soddu (Caritas Italiana), «li abbiamo salvati dal mare di una umanità in deriva».

«Lo sguardo misericordioso del Signore ci raggiunge prima che noi stessi ci rendiamo conto di averne bisogno per essere salvati. E con questo sguardo del divino Maestro comincia il miracolo della conversione del peccatore». Lo ha spiegato il Papa, durante l'Angelus di ieri, incentrato sulla figura di Zaccheo. 

«L'urgente necessità di essere attenti ai più poveri dei nostri cittadini è un chiaro dovere, che si esprime in modo eloquente quando, nel rispetto delle legittime diversità, ci uniamo nel promuovere il loro sviluppo umano integrale. Questa unione ha un nome concreto: fraternità!». Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza, nella Sala Clementina, gli ambasciatori di Thailandia, Norvegia, Nuova Zelanda, Sierra Leone, Guinea, Guinea Bissau, Lussemburgo, Mozambico ed Etiopia in occasione della presentazione delle lettere credenziali.

È stato firmato ieri al Viminale il nuovo protocollo per far entrare in Italia, in due anni, 600 richiedenti asilo dai campi profughi in Etiopia, Giordania e Niger, tramite corridoi umanitari tra Cei, Comunità di Sant’Egidio, ministero dell’Interno e ministero degli Esteri. Conversando con i giornalisti mons. Russo ha replicato alle accuse alla Caritas da parte di Matteo Salvini, che non era presente alla firma.

Venerdì 3 maggio, alle 17.30, verrà firmato al Viminale un nuovo protocollo per l'arrivo, in due anni, di 600 richiedenti asilo da Etiopia, Niger e Giordania. Si tratta di persone vulnerabili (famiglie con bambini, malati, donne a rischio di tratta), che vivono attualmente in campi profughi e altre sistemazioni precarie, appartenenti per lo più a nazionalità del Corno d'Africa, dell'Africa sub sahariana e anche della Siria.

Nessun superstite, 157 morti tra cui otto italiani, impegnati nel mondo della cooperazione: è il terribile bilancio del tragico incidente aereo avvenuto in Etiopia. Tra i morti italiani anche una coppia originaria di Sansepolcro: Carlo Spini, 75 anni e la moglie Gabriella Vigiani. Il cordoglio del Papa.