Guinea

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«L'urgente necessità di essere attenti ai più poveri dei nostri cittadini è un chiaro dovere, che si esprime in modo eloquente quando, nel rispetto delle legittime diversità, ci uniamo nel promuovere il loro sviluppo umano integrale. Questa unione ha un nome concreto: fraternità!». Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza, nella Sala Clementina, gli ambasciatori di Thailandia, Norvegia, Nuova Zelanda, Sierra Leone, Guinea, Guinea Bissau, Lussemburgo, Mozambico ed Etiopia in occasione della presentazione delle lettere credenziali.

All'udienza generale di oggi in piazza San Pietro hanno partecipato anche 16 giovani musulmani da Mali, Gambia, Nigeria, Guinea, Senegal, Niger. Studiano l'italiano a Firenze in una scuola di lingua ed intercultura per migranti e hanno voluto incontrare di nuovo Papa Francesco. Due anni fa li aveva fatti salire a sorpresa sul palco

“L’anno che sta per concludersi è stato segnato purtroppo da un moltiplicarsi di conflitti violenti, sia bellici sia terroristici. D’altra parte, questa situazione sta provocando sempre più nelle coscienze più mature una reazione non violenta, ma spirituale e morale”. Con queste parole, Papa Francesco ha accolto in Vaticano i nuovi ambasciatori di Guinea, Lettonia, India e Bahrein. In occasione della presentazione delle Lettere Credenziali, il Pontefice ha rimarcato l’importanza di “collaborare insieme per promuovere nel mondo una cultura della solidarietà, che possa contrastare quella globalizzazione dell’indifferenza che è purtroppo una delle tendenze negative della nostra epoca”.

«Anche gli Stati sono chiamati a gesti concreti, ad atti di coraggio nei confronti delle persone più fragili delle loro società, come i prigionieri, i migranti, i disoccupati e i malati». A rinnovare l’appello contenuto nel Messaggio per la Giornata mondiale della pace è stato il Papa, nell’udienza concessa oggi ai nuovi ambasciatori di Guinea, Lettonia, India e Bahrein.

La testimonianza cristiana è fondamentale e le discordie tra i credenti sono di ostacolo all'evangelizzazione e favoriscono quei gruppi che alimentano la ricerca di soluzioni facili ed illusorie. Lo ha detto il Papa nel discorso ai vescovi della Guinea, ricevuti al termine della visita Ad Limina. Il Papa ha sottolineato l'importanza della coerenza tra fede professata e vita vissuta, l'importanza del dialogo interreligioso col mondo musulmano, la necessità di un impegno per migliorare la qualità della vita contrastando la povertà. Alle famiglie va ricordata la santità della proposta cristiana sul matrimonio, rifiutando la poligamia.