Libia

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Conte, Merkel e Macron, riunitisi oggi a Bruxelles a margine del Consiglio Europeo per una discussione sulla situazione in Libia, «esortano tutte le parti libiche e internazionali ad astenersi dall'intraprendere azioni militari, ad impegnarsi genuinamente per una cessazione complessiva e duratura delle ostilità e a riprendere con impegno un credibile negoziato sotto l'egida delle Nazioni Unite».

I respingimenti in mare sono illegali e chi li subisce ha diritto a vedersi risarcire il danno e a presentare domanda di protezione internazionale nel territorio statale. Una sentenza storica con numerose implicazioni è stata emessa il 28 novembre scorso dal Tribunale civile di Roma che ha accertato il diritto di entrare in Italia per presentare domanda di protezione internazionale a 14 cittadini eritrei respinti in Libia il 1° luglio 2009 dalla Marina militare italiana.

Le organizzazioni che fanno parte della Campagna #IoAccolgo hanno lanciato un appello per un’azione di «mailbombing» che abbia come destinatario il presidente del Consiglio. L’invito è quello a inviare migliaia di mail da tutta Italia al premier per chiedere che il Memorandum d’intesa tra Italia e Libia venga annullato. 

«Si faccia immediatamente chiarezza sui rapporti tra Governo e milizie libiche. Si ripristini un programma di ricerca e salvataggio. Cessi il boicottaggio delle Ong. Si cancellino gli accordi con la Libia e si istituisca una commissione d'inchiesta». Sono le richieste avanzate al governo dal Tavolo Asilo nazionale.

Reintrodurre la protezione umanitaria; abrogare la norma riguardante la residenza dei richiedenti asilo; ristabilire un sistema nazionale di accoglienza; abrogare le norme riguardanti i divieti per le navi impegnate nei salvataggi: sono queste le principali richieste dell'appello al parlamento e governo presentato oggi a Roma dalla campagna «Io accolgo», che riunisce una cinquantina delle principali organizzazioni che si occupano di accoglienza migranti.

Gli apostoli «sono uomini decentrati da se stessi», «non si lasciano intimorire da nessuno». «Sentono che non possono dire: ‘io sono'», ma dicono: «Noi, lo Spirito Santo e noi». Lo ha spiegato il Papa, nella catechesi dell'udienza di oggi, dedicata al tema del discernimento, sulla scorta degli Atti degli apostoli.

«L'ennesima tragedia del mare avvenuta nelle scorse ore non può che metterci di fronte alle nostre responsabilità. La morte di centinaia di uomini donne e bambini è lo specchio dell'incapacità di gestire il fenomeno migratorio»: lo ha affermato Raffaela Milano, direttrice Programmi Italia-Europa di Save the Children, commentando la notizia del naufragio, ieri, a largo delle coste libiche.

«La nostra preghiera non dev'essere limitata solo ai nostri bisogni, alle nostre necessità: una preghiera è veramente cristiana se ha anche una dimensione universale». Lo ha detto il Papa, durante l'Angelus di ieri, in cui ha invitato a pregare «con cuore aperto» e «con spirito missionario». Appello per i migranti nei centri di detenzione in Libia, dopo strage nel centro di Tajoura.