Libia

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(Bruxelles) «La decisione che i porti libici non siano sicuri è una decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo quindi è una valutazione puramente giuridica e sulla quale non c'è decisione politica da prendere». È stato l'Alto Rappresentante dell'Unione europea Federica Mogherini ad affermarlo, parlando ai giornalisti dopo il Consiglio per gli affari esteri a Bruxelles.

«I libici chiedono all'Europa di parlare con una voce unica, con un messaggio univoco che rafforzi il coordinamento di tutti gli sforzi in atto. In accordo con il Primo Ministro, Fayiez Serraj, organizzeremo il prossimo 10 ottobre al Parlamento europeo, a Bruxelles, una giornata di lavoro sulla Libia, insieme all'Alto Rappresentante europeo per la Politica estera, Federica Mogherini». Lo ha dichiarato ieri il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, al termine della sua visita in Libia.

Il 29 giugno, almeno 100 persone sono morte dopo che una barca che trasportava circa 123 rifugiati è affondata al largo della costa di Tajoura in Libia. A darne notizia, aggiornando il bilancio precedentemente comunicato, è l'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, in una nota nella quale si dice «profondamente addolorata per l'ultima tragedia avvenuta nel Mar Mediterraneo».

All'udienza generale di oggi in piazza San Pietro hanno partecipato anche 16 giovani musulmani da Mali, Gambia, Nigeria, Guinea, Senegal, Niger. Studiano l'italiano a Firenze in una scuola di lingua ed intercultura per migranti e hanno voluto incontrare di nuovo Papa Francesco. Due anni fa li aveva fatti salire a sorpresa sul palco

«I migranti sono stati sottoposti a detenzione arbitraria e torture, tra cui stupri e altre forme di violenza sessuale». Lo scrive il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, basandosi sulle inchieste di Unsimil, la missione Onu a Tripoli, in Libia, in un rapporto visionato da Avvenire, trasmesso al Consiglio di sicurezza nel quale vengono riportati anche i soprusi della Guardia costiera libica e le crudeltà dei funzionari incaricati del contrasto all’immigrazione illegale. 

Alla vigilia del primo anniversario della firma del Memorandum d’intesa sottoscritto tra Italia e Libia il 2 febbraio 2017 per impedire le partenze di migranti e rifugiati verso l’Europa, Amnesty international denuncia: «Migliaia di persone restano intrappolate nei campi di detenzione libici dove la tortura è all’ordine del giorno».