Libia

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“Stamattina non pensavo proprio sarebbe stato possibile”, invece “all’unanimità” il Consiglio affari esteri ha approvato un “accordo politico” che mostra il “forte impegno dell’Ue per implementare l’embargo sulle armi alla Libia”, embargo che viene continuamente violato. Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Ue, ha presentato soddisfatto ai giornalisti i risultati dei lavori del Consiglio dei ministri degli esteri di stamane a Bruxelles. 

“I bambini in Libia, anche quelli rifugiati e migranti, continuano a soffrire gravemente fra le violenze e il caos scatenati dalla lunga guerra civile del Paese". Lo dice in in comunicato diffuso oggi dall’Unicef in cui si afferma che “sono state attaccate anche infrastrutture da cui dipendono i bambini per il loro benessere e la loro sopravvivenza. 

Cosa succede in Libia? Quali sono i rapporti di forza? Quale può essere il ruolo dell'Europa? In attesa dell'incontro di Berlino, il punto della situazione secondo Vincenzo Buonomo, Rettore della Pontificia Università Lateranense.

«Non è più possibile sostenere che i conflitti in Libia o in Siria non ci riguardano. Si tratta di un errore clamoroso e dalle conseguenze potenzialmente catastrofiche». Non ha usato mezzi termini il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, per spiegare il ruolo cruciale che svolge il Mediterraneo nell’attuale assetto geopoplitico. «Il Mediterraneo rappresenta la culla di una civiltà in cui il cristianesimo è senza dubbio tra i soci fondatori», ha detto introducendo con la sua prolusione un incontro svoltosi a Campobasso in preparazione all’evento di Bari, in programma dal 19 al 23 febbraio.

Sono preoccupati per l’arrivo massiccio di armi sempre più pesanti e l’inevitabile escalation pericolosa che sta assumendo il conflitto in Libia, vista anche la situazione internazionale. Eppure continuano a svolgere regolarmente l’azione umanitaria d’emergenza a Tripoli, Sebha e nell’area di Bengasi. Sono gli operatori di Intersos, Ong italiana che ha attivi diversi progetti in Libia, soprattutto con i minori – libici e migranti -, ma anche con gli sfollati.

Tripoli lancia la richiesta di aiuto militare ad Ankara contro l'invasione delle truppe del generale Khalifa Haftar, aprendo un nuovo pericoloso capitolo nella guerra in Libia. Una guerra per procura, l'ha definita il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ieri a Brindisi ha accolto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, alla cerimonia per il 25esimo anniversario del Centro servizi globale delle Nazioni Unite, confermando tutto l'appoggio alla missione dell'Onu. 

Conte, Merkel e Macron, riunitisi oggi a Bruxelles a margine del Consiglio Europeo per una discussione sulla situazione in Libia, «esortano tutte le parti libiche e internazionali ad astenersi dall'intraprendere azioni militari, ad impegnarsi genuinamente per una cessazione complessiva e duratura delle ostilità e a riprendere con impegno un credibile negoziato sotto l'egida delle Nazioni Unite».

I respingimenti in mare sono illegali e chi li subisce ha diritto a vedersi risarcire il danno e a presentare domanda di protezione internazionale nel territorio statale. Una sentenza storica con numerose implicazioni è stata emessa il 28 novembre scorso dal Tribunale civile di Roma che ha accertato il diritto di entrare in Italia per presentare domanda di protezione internazionale a 14 cittadini eritrei respinti in Libia il 1° luglio 2009 dalla Marina militare italiana.

Le organizzazioni che fanno parte della Campagna #IoAccolgo hanno lanciato un appello per un’azione di «mailbombing» che abbia come destinatario il presidente del Consiglio. L’invito è quello a inviare migliaia di mail da tutta Italia al premier per chiedere che il Memorandum d’intesa tra Italia e Libia venga annullato.