Libia

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«L'ennesima tragedia del mare avvenuta nelle scorse ore non può che metterci di fronte alle nostre responsabilità. La morte di centinaia di uomini donne e bambini è lo specchio dell'incapacità di gestire il fenomeno migratorio»: lo ha affermato Raffaela Milano, direttrice Programmi Italia-Europa di Save the Children, commentando la notizia del naufragio, ieri, a largo delle coste libiche.

«La nostra preghiera non dev'essere limitata solo ai nostri bisogni, alle nostre necessità: una preghiera è veramente cristiana se ha anche una dimensione universale». Lo ha detto il Papa, durante l'Angelus di ieri, in cui ha invitato a pregare «con cuore aperto» e «con spirito missionario». Appello per i migranti nei centri di detenzione in Libia, dopo strage nel centro di Tajoura.

«Un'indagine approfondita e indipendente che determini le dinamiche di quanto accaduto e ne individui i responsabili affinché ne rispondano», insieme ad una ferma condanna di «questo e ogni altro attacco alle vite dei civili» con la richiesta «che sia posta immediatamente fine alla detenzione di migranti e rifugiati» viene espressa oggi dall'Unchr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, e dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) dopo aver appreso «il bilancio scioccante» delle vittime dell'attacco avvenuto ieri notte contro il Centro di detenzione di Tajoura, a est di Tripoli.

«Una tragedia annunciata, visto l'intensificarsi del conflitto armato e le condizioni in cui versano le persone nei centri di detenzione prossimi alle aree di guerra». Lo afferma oggi Caritas italiana, esprimendo «cordoglio e preghiera» per la strage di civili avvenuta la scorsa notte a Tajoura, nei pressi di Tripoli, a seguito del bombardamento di un centro di detenzione per migranti.

Sono 5.800 i migranti e rifugiati intrappolati nei centri di detenzione in Libia lungo la linea del fronte. Medici senza frontiere, in una conferenza stampa oggi a Roma con la presenza dei capimissione Sam Turner e Julien Raickman, che operano a Tripoli, Misurata e Khoms, ha lanciato un appello «all'evacuazione umanitaria immediata per donne, uomini e bambini rinchiusi nei centri di detenzione lungo la linea del fronte» dopo aver incontrato alcuni rappresentanti delle istituzioni italiane.

L'esposto contro l'Ue alla Corte penale internazionale per i morti in mare e i respingimenti verso la Libia è «un fatto gigantesco»: se l'inchiesta venisse aperta costituirebbe «un precedente unico». È il commento al Sir di Dario Belluccio, avvocato, membro del consiglio direttivo dell'Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione). 

Considera «illegittima» la direttiva del ministero dell’Interno l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) in una nota diffusa, relativa all’intimazione a non entrare in acque territoriali italiane all’equipaggio della Sea Watch 3 con a bordo 65 naufraghi in fuga dalla Libia.

I presidenti della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, e della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, Luca Maria Negro, hanno scritto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per avanzare la proposta di un «corridoio umanitario europeo» e dichiarare la loro pronta disponibilità a collaborare alla sua realizzazione sulla base dell'esperienza realizzata in Italia negli ultimi tre anni.