Mali

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L'esercito di Algeri ha sferrato ieri un attacco contro il commando di jihadisti, giunti molto probabilmente dalla vicina Libia, che mercoledì scorso a Tiguentourine (40 chilometri da In Amenas, in Algeria) avevano preso in ostaggio un gran numero di tecnici e lavoratori dell'impianto petrolifero gestito dalla British Petroleum, dalla norvegese Statoil e dalla società algerina Sonatrach. Alcune fonti parlano di almeno 35 ostaggi uccisi, di cui almeno sette occidentali (giapponesi, britannici e un francese) oltre ad 11 terroristi.

Per vent’anni il Mali ha rappresentato per l’Africa il sogno del passaggio dalla dittatura alla democrazia. Oggi quel sogno si è bruscamente interrotto con un terribile intreccio di fondamentalismo, miseria, interessi economici e politici. L'Europa e la stessa Cedeao guardano con apprensione l'avanzate dei ribelli tuareg che, giocando sugli squilibri locali, può diffondersi nel Sahel e nel Maghreb con effetti destabilizzanti.

(Sir Europa - Strasburgo) - Di fronte all'emergenza militare e umanitaria in Mali anche l'Ue si mobilita. La vice presidente e alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Catherine Ashton, interverrà oggi pomeriggio dinanzi all'Europarlamento per fare il punto della situazione; la stessa Ashton ha convocato un Consiglio affari esteri straordinario per questa settimana.

Bamako (Agenzia Fides) - «La popolazione maliana è notevolmente confortata dall'intervento militare francese. Dopo che i gruppi jihadisti avevano preso la città di Konna il 10 gennaio, i maliani avevano infatti trattenuto il respiro, temendo che l'offensiva ribelle potesse arrivare molto più a sud» dice all'Agenzia Fides don Edmond Dembele, Segretario della Conferenza Episcopale del Mali.