Niger

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Francesco ha incontrato i partecipanti al Capitolo Generale della Società delle Missioni Africane e ha assicurato attenzione e preghiere per padre Maccalli rapito in Niger e per quanti rischiano la vita per l’annuncio del Vangelo. Ai missionari ha ricordato la scelta degli ultimi, l’essere servitori della cultura del dialogo e dell’incontro.

Sarà un Natale senza padre Pierluigi Maccalli per la piccola comunità della missione di Bamoanga, a circa 125 chilometri dalla capitale Niamey. Sono passati ormai più di tre mesi da quando il 17 settembre, il missionario italiano è stato rapito, presumibilmente da jihadisti di etnia fulani. 

In una nota del superiore della Società per le Missioni africane di benin-Niger, pervenuta all'agenzia Fides si riferisce che secondo il vescovo della diocesi di Niamey, mons. Djalwana Laurent Lompo, padre Pier Luigi Maccali, rapito lo scorso 17 settembre in Niger, «è vivo e sta bene».

«Le autorità locali hanno fatto intendere che l'esito del rapimento sarà una richiesta di riscatto. Arriverà, ma presumibilmente non nell'immediato. Ci vuole pazienza, e bisogna prepararsi a tempi lunghi». Lo dice padre Antonio Porcellato, vicario generale della Sma, nativo di Poggiana di Riese, parlando di padre Pier Luigi Maccalli, rapito in Niger, in una intervista pubblicata dal settimanale della diocesi di Treviso online www.lavitadelpopolo.it

All'udienza generale di oggi in piazza San Pietro hanno partecipato anche 16 giovani musulmani da Mali, Gambia, Nigeria, Guinea, Senegal, Niger. Studiano l'italiano a Firenze in una scuola di lingua ed intercultura per migranti e hanno voluto incontrare di nuovo Papa Francesco. Due anni fa li aveva fatti salire a sorpresa sul palco

«Quello che disturba è che l'Italia sia praticamente telecomandata dalla Francia. Sembra che vengano in Niger per difendere gli interessi francesi, legati all'uranio». A parlare al Sir dalla capitale Niamey è padre Vito Girotto, della Società missioni africane. Tutti i missionari italiani in Niger concordano sulla contrarietà alla missione militare italiana.

Si celebrerà domenica 14 dicembre la Giornata mondiale del migrante e rifugiato 2018. A tema il Messaggio di Papa Francesco «Accogliere, proteggere, promuovere ed integrare i migranti e i rifugiati». Per don Gianni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes, la Giornata è «una occasione di crescita per tutte le comunità cristiane». Su ius soli: «Cammino deve continuare».