Nigeria

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Nell’ultimo anno si sono avuti episodi di persecuzione contro i cristiani in molte parti del mondo, ma gli attacchi nei loro confronti sono stati particolarmente violenti e massicci da parte delle bande del cosiddetto califfato arabo o di organizzazioni terroristiche più o meno affiliate in Iraq, in Siria, in Nigeria e infine in Kenya.

«Molte delle almeno 2000 donne e bambine rapite da Boko haram dal 2014 sono state ridotte in schiavitù sessuale e addestrate a combattere». Lo sostiene Amnesty International nel rapporto pubblicato in occasione del primo anniversario del rapimento delle ragazze della scuola di Chibok.

Abuja (Agenzia Fides) - «Possono distruggere le nostre strutture, ma non la nostra fede. La nostra fede è energica e viva... nella persecuzione siamo purificati» ha affermato mons. Oliver Dashe Doeme, Vescovo di Maiduguri (nel nord-est della Nigeria), che ha visitato gli sfollati ritornati nei villaggi appena liberati dalla presenza di Boko Haram, dalle truppe di Nigeria, Niger, Camerun e Ciad.

È l’orgoglio ad alimentare guerre e violenze. Ad esso il cristiano deve contrapporre il «coraggio umile» del perdono e della pace. Questo il messaggio di Pasqua di Papa Francesco che dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana ha impartito la tradizionale benedizione «Urbi et Orbi» (testo integrale).

L'ex generale Buhari ha battuto nettamente il presidente uscente Jonathan. Ha pesato la sua reputazione di decisionista, ma ora dovrà evitare le divisioni, facendo si che si avveri l'appello del Comitato nazionale per la pace affinché «a vincere sia il Paese». È la prima volta dal 1999, data del ritorno della democrazia, che un capo di Stato in carica viene sconfitto dal candidato dell'opposizione.

«C’è la speranza di far tornare i rifugiati nello loro case, ma le distruzioni sono enormi». È quanto afferma padre Evaristus Bassey, direttore di Caritas Nigeria, in questi giorni a Roma per la riunione promossa da Caritas Internationalis sul dramma del milione di rifugiati e sfollati causati dalle violenze di Boko Haram.

In vista della Settimana Santa il cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, ritorna in Iraq, «in segno di vicinanza, di affetto, e in unione di preghiera» con «le famiglie cristiane e di altri gruppi vittime dell'espulsione dalle proprie case e dai propri villaggi, in particolare nella città di Mosul e nella piana di Ninive, molte delle quali si erano rifugiate nella regione autonoma del Kurdistan iracheno».