Repubblica Centrafricana

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«Mi auguro che possa diventare un centro di eccellenza, dove i bambini possano trovare risposta e sollievo alle loro sofferenze, con tenerezza e amore». Così Papa Francesco nel videomessaggio per l’inaugurazione, oggi, a Bangui, in Centrafrica, del nuovo centro sanitario dell’Ospedale Bambino Gesù per la terapia dei bambini malnutriti. Presente, per l’occasione, l’elemosiniere pontificio, il card. Konrad Krajewski. 

Al termine della preghiera dell'Angelus il Papa ha lanciato un appello per la Repubblica Centroafricana dove due giorni fa si è compiuta una strage in un campo sfollati e ha avuto un pensiero speciale per le vittime negli Usa degli incendi e del gelo.

Preoccupato intervento del capo delegazione della Santa Sede, nel discorso pronunciato ieri a New York alla riunione a livello ministeriale sulla Repubblica Centrafricana nell'ambito dell'Assemblea generale dell'Onu: «Le conseguenze di anni di continue tensioni - ha osservato - stanno devastando la vita di milioni di civili, lasciando migliaia di vittime e centinaia di migliaia di sfollati interni e rifugiati in fuga verso i vicini Paesi».

È morto in seguito alle ferite riportate nella notte tra venerdì 29 e sabato 30 giugno il vicario di Bambari, Repubblica Centrafricana, mons. Firmin Gbagoua, quando un gruppo di ribelli hanno attaccato l'episcopio. A renderlo noto un comunicato della Conferenza episcopale centrafricana che riferisce della morte con «grande amarezza» e «condanna con fermezza» le uccisioni di sacerdoti che stanno avvenendo nel Paese.

«Continuiamo a celebrare la Messa, ma quando lo facciamo tutto il perimetro della parrocchia è circondato da militari armati. Nonostante la paura, la gente ha una grande fede e continua a venire in chiesa. La parrocchia a Bangui ha una popolazione di circa 50mila abitanti. Ogni domenica a Messa partecipano tra 2000 e 2500 persone». Lo racconta Moses Otii Alir, 38 anni, missionario comboniano originario di Kotido, in Uganda, parroco di Nostra Signora di Fatima dal 2013.

Dal Ruanda all'Ucraina, dal Centrafrica ad Haiti, dal Bangladesh all'Iraq. Spaziano nei cinque continenti le opere di misericordia realizzate grazie all'Obolo di San Pietro, una pratica antica quanto la Chiesa - come attesta il libro degli Atti degli Apostoli - con la quale i fedeli partecipano alle iniziative di bene del vescovo di Roma nei confronti della Chiesa universale. 

Una condanna «energica, senza mezzi termini» del massacro avvenuto ieri nella parrocchia Nostra Signora di Fatima a Bangui, dove alcuni militanti islamici del distretto PK5 hanno ucciso almeno 16 persone (tra cui padre Albert Toungoumalé-Baba) e ferito altre 60, con un attacco a colpi di granate e armi semiautomatiche durante la messa per la festività di San Giuseppe lavoratore. Viene espressa oggi dal cardinale Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana.