Repubblica del Congo

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“Confidiamo che la morte del capomissione italiano porti con sé un sempre maggior coinvolgimento del nostro Governo, insieme all’Unione europea, per non ignorare le sofferenze dell’Africa”. Lo ha detto l’arcivescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, mons. Riccardo Fontana, nell’omelia della messa, celebrata ieri in cattedrale, in suffragio dell’ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e del loro compagno di viaggio, l’autista Mustapha Milambo, morti nella Repubblica democratica del Congo, mentre assicuravano aiuti alimentari, in una missione Onu, a quanti in Africa sono provati dalla carestia.

Domenica 28 febbraio, alle ore 18, nella Chiesa Cattedrale di Arezzo “ci riuniremo a pregare con i cristiani e, specialmente, con quelli originari dell’Africa che vogliono affidare al Signore questi degni della nostra Nazione italiana – afferma il vescovo Riccardo. Esprimiamo profondo cordoglio alle rispettive famiglie assicurando ad ognuna tutta la nostra vicinanza spirituale”. 

Sono stati celebrati questa mattina alle 9,30 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma, i funerali di Stato per l’ambasciatore Luca Attanasio ed il carabiniere Vittorio Iacovacci, uccisi in un attacco al convoglio su cui viaggiavano il 22 febbraio in Congo. È stato il cardinale vicario Angelo De Donatis a presiedere la messa

Tre morti (l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo, il loro autista congolese) hanno riportato all’attenzione degli italiani il fatto che tra i danni, gravi, del Covid-19 in quest’ultimo anno c’è stata anche la fitta nebbia calata su tutto ciò che accade fuori dai nostri confini e da quelli dei Paesi occidentali, e non solo. 

“Non c’è amore più grande di chi dà la vita per gli amici: è il comandamento di Gesù e il messaggio che ho portato alla famiglia di Vittorio Iacovacci, un vero servitore dello Stato e della carità”: sono parole di padre Andrea David, della comunità dell’Istituto del Verbo Incarnato, che presta servizio nell’abbazia di Fossanova a Priverno (Lt).

Luca Attanasio non era solo l’ambasciatore italiano a Kinshasa, era anche un uomo profondamente impegnato nel sociale e “un amico fraterno” per i missionari italiani che vivono in Repubblica Democratica del Congo. Aveva sostenuto i saveriani di Bukavu nella realizzazione di progetti sociali ed era stato a casa loro appena due giorni prima d’essere ucciso, sabato 20 febbraio.