Repubblica del Congo

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Tre morti (l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo, il loro autista congolese) hanno riportato all’attenzione degli italiani il fatto che tra i danni, gravi, del Covid-19 in quest’ultimo anno c’è stata anche la fitta nebbia calata su tutto ciò che accade fuori dai nostri confini e da quelli dei Paesi occidentali, e non solo. 

“Non c’è amore più grande di chi dà la vita per gli amici: è il comandamento di Gesù e il messaggio che ho portato alla famiglia di Vittorio Iacovacci, un vero servitore dello Stato e della carità”: sono parole di padre Andrea David, della comunità dell’Istituto del Verbo Incarnato, che presta servizio nell’abbazia di Fossanova a Priverno (Lt).

Luca Attanasio non era solo l’ambasciatore italiano a Kinshasa, era anche un uomo profondamente impegnato nel sociale e “un amico fraterno” per i missionari italiani che vivono in Repubblica Democratica del Congo. Aveva sostenuto i saveriani di Bukavu nella realizzazione di progetti sociali ed era stato a casa loro appena due giorni prima d’essere ucciso, sabato 20 febbraio.

E' una strada molto pericolosa, dove avvengono spesso agguati e rapimenti quella dove è stato ucciso oggi l'ambasciatore Luca Attanasio, insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e al loro autista. Da decenni nella regione del Nord Kivu spadroneggiano gruppi armati che impongono la propria volontà per il controllo delle ricche risorse del territorio. Ne parla al Sir padre Robert Kasereka Ngongi, sacerdote della diocesi di Butembo

È partito nella serata di ieri, domenica 7 giugno da Bruxelles, il primo di tre aerei nell’ambito del ponte umanitario dell’Ue verso la Repubblica democratica del Congo (Rdc), che trasporteranno 170 operatori umanitari di 41 agenzie umanitarie e 40 tonnellate di forniture umanitarie essenziali per aiutare il Paese a far fronte ai bisogni endemici e ora anche alla pandemia di coronavirus. 

Oltre 124 milioni, per la precisione 124.057.414 euro per la Chiesa di tutto il mondo. È il totale delle offerte raccolte nel 2017 da Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) attraverso le sue 23 sedi nazionali e la sede internazionale. È quanto emerge dal Rapporto annuale della Fondazione di diritto pontificio, nata nel 1947 per opera del monaco olandese padre Werenfried van Straaten, per sostenere la Chiesa in tutto il mondo, con particolare attenzione laddove è perseguitata, e presentato oggi a Roma. 

«Giovedì 23 novembre 2017, alle ore 17.30, presso l’Altare della Cattedra nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Francesco presiederà una celebrazione di preghiera per la pace in Sud Sudan e nella Repubblica Democratica del Congo. La celebrazione è aperta a tutti, senza bisogno di biglietti». Ne dà notizia la Prefettura della Casa Pontificia con una nota diffusa oggi dalla sala stampa vaticana.