Uganda

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A 7 anni dall'indipendenza la vita di milioni di persone dipende esclusivamente dagli aiuti umanitari, l'inflazione è in costante aumento, le infrastrutture distrutte, l'economia in ginocchio. Caritas italiana continua a sostenere la popolazione con un nuovo e articolato programma in Sud Sudan e in Uganda, in collaborazione con le Caritas locali e con l'organizzazione Medici con l'Africa Cuamm.

«Ogni giorno circa 4mila persone abbandonano il Sud Sudan e si rifugiano nel territorio della nostra diocesi. Purtroppo le emittenti europee e americane non parlano di questa tragedia. ‘Radio Pacis’ lo fa». È la testimonianza che da Arua, in Uganda, è giunta al «Corriere Cesenate» (che la pubblicherà nel numero in uscita giovedì prossimo) grazie a padre Tonino Pasolini, missionario comboniano, direttore dell’emittente cattolica ugandese Radio Pacis.

L’ultimo appuntamento pubblico della veloce visita di Papa Francesco in Uganda è con i sacerdoti, i religiosi e le religiose e i seminaristi del paese. La cattedrale di Kampala ne ospita 5 mila, e altre migliaia accolgono il Papa nel piazzale esterno, perché la Chiesa ugandese, si legge nel discorso consegnato e non letto, è benedetta con “un abbondante raccolto di vocazioni religiose”. Nel suo intervento a braccio il Pontefice parla di memoria, fedeltà e preghiera. Non dimenticate i vostri martiri, non vivete di rendita né abituatevi del ricordo lontano del loro sacrificio, spiega in spagnolo, ma costruite la gloria futura facendovi testimoni come sono stati testimoni i martiri.

Ancora una volta Papa Francesco si china con tenerezza sulla sofferenza, abbracciando i malati della Casa di Carità di Nalukolongo, e rivolge un appello a tutte le parrocchie e comunità dell’ Uganda e di tutta l’Africa, “a non dimenticare i poveri”. Lo fa nel terzo appuntamento della sua intensa giornata in Uganda, visitando la casa fondata nel 1978 dal cardinal Nsubunga che ospita e cura un centinaio di poveri di tutte le religioni. Nel suo saluto, il Papa denuncia che in molti luoghi del mondo sembra che si stiano diffondendo l’egoismo e l’indifferenza, e molti fratelli e sorelle sono vittime dell’odierna cultura dell’”usa e getta”, che ingenera disprezzo soprattutto nei confronti dei bambini non nati.

I centomila giovani ugandesi raccolti nell’ex aeroporto di Kokolo inseguono la papamobile di Papa Francesco con gli occhi, le mani e le gambe, al suo arrivo, sotto un caldo sole africano. E il Pontefice ringrazia per l’entusiasmo lasciando da parte il discorso preparato e improvvisando una catechesi dialogata in spagnolo, con traduzione simultanea in inglese, ispirata alle testimonianza di due giovani. Winnie, malata di Aids fin dalla nascita, e Emmanuel, rapito dai miliziani dell’Esercito di liberazione del signore per arruolarlo come bambino soldato.

Il Papa ascolta “con molto dolore” e si chiede “una esperienza negativa può servire a qualcosa nella vita? Sì!” risponde. Winnie ed Emmanuel lo dimostrano...

Memoria, fedeltà, preghiera è la triplice esortazione rivolta questa sera da Papa Francesco ai sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi incontrati a Kampala, nella cattedrale di St. Mary, alla vigilia della prima domenica di Avvento che si celebrerà domani e dell’ormai imminente Giubileo della misericordia. Francesco ha consegnato il discorso preparato in precedenza e ha parlato in spagnolo, interamente a braccio (testi integrali)