Zimbabwe

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Un'altra catastrofe si è abbattuta sui Paesi africani giù colpiti 40 giorni fa dal ciclone Idai e la rete Caritas amplia gli aiuti umanitari. Il 25 aprile, infatti, il tornado Kenneth, con venti di oltre 220 km/h, si è abbattuto sulle coste delle Isole Comoros e del Mozambico settentrionale nei distretti di Quissanga, Macomia e Cabo Delgado.

Almeno 1,6 milioni di bambini hanno urgente bisogno di assistenza sanitaria, nutrizione, protezione, istruzione, acqua e servizi igienico-sanitari, un mese dopo che il ciclone Idai ha devastato parti di Mozambico, Malawi e Zimbabwe. Lo afferma in una nota l'Unicef che segnala come le necessità in Mozambico rimangano enormi, con un milione di bambini bisognosi di assistenza, più di 443.000 bambini in Malawi e 130.000 in Zimbabwe. 

Papa Francesco, tramite il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha stabilito di inviare un primo contributo di 150.000 euro (50.000 per ciascun Paese) per il soccorso alle popolazioni del Mozambico, dello Zimbabwe e del Malavi, colpiti in questi giorni da gravi inondazioni, in questa prima fase di emergenza.

Dopo il passaggio del ciclone tropicale Idai, che il 14 marzo ha colpito il Mozambico devastando la città di Beira e l'area costiera delle province di Sofala, Zambézia e Inhambane, è in arrivo nell'area un'équipe di emergenza di Medici senza frontiere (Msf) - già presente nell'area con attività regolari che sono state interrotte a causa del ciclone - per valutare la portata dei danni e i bisogni della popolazione e garantire la capacità di cure mediche nelle strutture sanitarie danneggiate dal ciclone.

La Chiesa nello Zimbabwe cammina con il popolo, dà voce alle classi svantaggiate, soprattutto ai dislocati ed ai rifugiati. Lo ha sottolineato Papa Francesco, nel discorso ai vescovi del paese africano al termine della visita Ad limina. Papa Francesco ha notato che la Chiesa ha accompagnato le tappe di sviluppo in Zimbabwe: molti politici hanno frequentato le scuole cattoliche; le strutture sanitarie della Chiesa si prendono cura dei bisogni della gente; attraverso l'apostolato la Chiesa può dimostrare ad una popolazione provata che la riconciliazione è possibile. Non perdete la speranza, ha insistito il Papa e ricordate -- ha aggiunto -- che il futuro della Chiesa in Africa e non solo dipende dalla formazione dei laici.