America

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«Una nuova presenza di cattolici in politica è necessaria in America Latina», ha auspicato stamani il Papa, ricevendo in udienza, nella Sala del Concistoro del Palazzo apostolico vaticano, un Gruppo della Pontificia Commissione per l'America Latina, a conclusione del seminario intensivo di formazione tenutosi in Vaticano. Ma ha anche aggiunto che è meglio una «polifonia ispirata» alla fede che un «partito cattolico».

No a un intervento militare in Venezuela, sì a nuove sanzioni, mentre Nicolás Maduro viene denunciato per crimini contro l'umanità. Questo l'esito dell'incontro, svoltosi a Bogotá, del cosiddetto Gruppo di Lima, formato dai Paesi latinoamericani che riconoscono in Juan Guaidó il legittimo presidente.

«Il cammino di Gesù verso il Calvario è un cammino di sofferenza e solitudine che continua ai nostri giorni». Nel Campo Santa Maria la Antigua, sul lungomare della città-istmo che si affaccia sul Pacifico, Francesco abbraccia per la seconda volta a Panama i suoi giovani, insieme alla Croce della Gmg, e sceglie di farlo con una preghiera in cui trovano posto tutti i volti concreti della sofferenza e dei mali che sfigurano e disumanizzano la nostra società, ad ogni latitudine. (testo integrale del discorso del Papa)

«Erano quarant’anni che non si assisteva ad un’inondazione di tale portata. L’Orinoco è esondato lungo tutto il suo percorso, sia in Colombia che in Venezuela. La gente ha perso tutto e ora c’è paura per le epidemie». Questa la drammatica testimonianza di mons. Jonny Eduardo Reyes Sequera, vescovo di Puerto Ayacucho (Venezuela), giunta in Italia attraverso le Missioni Don Bosco. 

Una condanna durissima, proprio alla vigilia della festa nazionale del Nicaragua, nel trentanovesimo anniversario della rivoluzione sandinista. L'Organizzazione degli Stati americani (Oas) ha approvato ieri con 21 voti a favore, 7 astenuti, 3 contrari (tra cui il Venezuela e lo stesso Nicaragua) e 3 assenti una risoluzione articolata in otto punti, che chiede tra l'altro l'indizione di elezioni anticipate entro la primavera, lo smantellamento delle forze speciali paramilitari, il rispetto per i diritti umani, l'accoglienza di una Commissione internazionale imparziale. Vengono condannati anche gli attacchi alla Chiesa.

Niente incontri ufficiali plateali, niente cerimonie pubbliche comuni, niente discorsi di omaggio e nemmeno di perorazione alle autorità. Alla fine il Papa, in questo suo viaggio in Cile e Perù ha accusato esplicitamente la politica del subcontinente di essere infetta di corruzione. È stata in sostanza questa scelta a qualificare il viaggio e a parlare anche ai grandi attraverso le parole rivolte ai piccoli e agli emarginati.

A 300 anni dal miracoloso rinvenimento nel fiume Paraiba in Brasile della statua della Madonna di Aparecida da parte di tre poveri pescatori, il Papa ha inviato un messaggio a tutti i vescovi latinoamericani, riuniti dal 9 al 12 maggio, nella città di San Salvador, per la Plenaria del Consiglio episcopale (Celam) dei 22 Paesi dell’area, dedicata al tema «Una Chiesa povera per i poveri».

Continuare a prendersi cura della terra in modo speciale senza distruggere l’ecologia, l’equilibrio ecologico e la saggezza dei popoli. E’ stata la raccomandazione in spagnolo di Papa Francesco ai circa 40 rappresentanti dei popoli indigeni, riuniti a Roma in occasione della 40.ma sessione del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (Ifad), ricevuti prima dell’udienza generale nell’auletta adiacente la Sala Nervi. Il Pontefice ha ricordato che è necessario conciliare “il diritto allo sviluppo, compreso quello sociale e culturale, con la tutela delle caratteristiche proprie degli indigeni e dei loro territori”.