America

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Nell’omelia della messa celebrata dal Papa al Pontificio Collegio Nord americano per la canonizzazione di Fra Junipero, c’è una domanda forte che Francesco rivolge ispirandosi proprio alla sua figura. “Siamo capaci di rispondere con la stessa generosità e con coraggio alla chiamata di Dio, che ci invita a lasciare tutto per seguirlo, per ritrovarlo nel volto dei poveri?”. E’ lo zelo missionario – ricorda - che interroga e provoca. Fra Junipero - afferma il Papa – è stato un instancabile missionario che volle condividere il dono dell’incontro con Cristo evangelizzando gli indios della California e allo stesso tempo difendendoli dai soprusi dei colonizzatori.

Una grande rete ecclesiale per difendere l'Amazzonia e 30 milioni di persone, tra cui 2 milioni e 800mila indigeni appartenenti a 390 popoli, minacciati dallo sfruttamento selvaggio delle risorse da parte delle multinazionali e dalle grandi opere dei governi, dalla deforestazione e dai cambiamenti climatici, con gravi rischi per i diritti umani. È la Repam, la Rete ecclesiale panamazzonica, lanciata oggi in Sala Stampa vaticana, perché la tutela dell'Amazzonia «fonte di vita per tutto il mondo» è una «questione globale», che riguarda tutta la Chiesa.

I canti della Misa criolla del compositore argentino Ramirez hanno accompagnato ieri la celebrazione della messa di Papa Francesco, in Basilica Vaticana, per la ricorrenza liturgica della Madonna di Guadalupe. La devozione per la Patrona dell’America Latina – ha ricordato il Pontefice - si estende dall’Alaska fino alla Patagonia. Francesco ha sottolineato che la madre di Dio ha voluto rimanere accanto ai popoli latinoamericani, grazie a lei la fede cristiana è diventata “il più ricco tesoro“ della loro anima, un patrimonio che è passione per la giustizia, solidarietà verso i poveri e “speranza a volte contro ogni speranza”.

Il giovane deve ricevere la memoria e piantare le radici della sua utopia in questa memoria; discernere nel presente la sua utopia, il segno dei tempi. Abbiamo bisogno di maestri di discernimento per i giovani! - e già progettato nel futuro. Lo ha detto Papa Francesco parlando alla Commissione per l'America latina. La Chiesa in America Latina deve preoccuparsi dei giovani e non disperdere le loro potenzialità. I giovani guardano a noi, sperano in noi, ha detto il Papa, e l'utopia di un giovane entusiasta, oggigiorno si sta trasformando in disincanto. A questi giovani disincantati è necessario dare fede e speranza, rispondendo alla vera e propria emergenza educativa oggi in corso.

“Trasmettete la fede ai vostri figli, ai nipoti e non solo a loro”, così come fecero “la mamma e la nonna di Timoteo”. È l’invito rivolto, attraverso un videomessaggio, da Papa Francesco ai partecipanti al pellegrinaggio-incontro, organizzato dalla Pontificia Commissione per l’America Latina a Città del Messico nel santuario di Nostra Signora di Guadalupe dal 16 al 19 novembre.

“Vi ringrazio per la pazienza di avermi ascoltato. Perdonate il disordine del discorso e, per favore, vi chiedo che prendiamo con serietà la nostra vocazione di servitori del santo popolo fedele di Dio, perché proprio in questo si esercita e si mostra l’autorità: nella capacità di servizio”. Papa Francesco ha concluso con questo richiamo il discorso tenuto ai vescovi responsabili del Celam (Consiglio episcopale latinoamericano; raccoglie 22 Conferenze nazionali dell’America Latina e dei Caraibi), durante il quale si è concentrato sulle caratteristiche, gli obiettivi e le “tentazioni” che riguardano la “Missione continentale” della Chiesa in Sud America. (testo integrale)