Argentina

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Non fate come il «giovane ricco», che con la sua «vita impeccabile» da «bravo ragazzo» volta le spalle a Gesù, perché «avvinghiato alla mondanità». È uno dei consigli dispensati ai giovani di Buenos Aires, in un videomessaggio inviato in occasione della Giornata regionale della gioventù, svoltasi sabato scorso nella capitale argentina.

Giovedì 25 luglio, di ritorno da Varginha, Francesco ha incontrato, nella Cattedrale di São Sebastião di Rio de Janeiro, migliaia di giovani provenienti dall’Argentina per partecipare alla GMG. Oltre trentamila altri giovani connazionali non hanno trovato posto in Cattedrale ed hanno seguito l’evento dal piazzale antistante. Nel corso dell’incontro, dopo il saluto del Presidente della Conferenza Episcopale Argentina, mons. José María Arancedo, Arcivescovo di Santa Fe de la Vera Cruz, il Papa ha rivolto ai giovani argentini queste parole che riportiamo nella traduzione italiana.

Questa mattina il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza Adolfo Pérez Esquivel, Premio Nobel per la Pace, che accompagnava Félix Díaz, leader dell'etnia Qom della comunità "La Primavera" (di Formosa, Argentina), con la sua consorte, Amanda Asijak, e Francisco Nazar, vicario episcopale per le popolazioni originarie della diocesi di Formosa (Argentina).

La lettera che le Nonne di Plaza de Mayo hanno consegnato ieri a Papa Francesco: «La dittatura non solo ha rubato i nostri figli e i nostri nipoti, ma anche sciolto tutte le prove che ci avrebbero permesso di sapere che cosa hanno fatto di loro. È per questo che per noi, ogni informazione, per quanto piccola possa sembrare, è un bene fondamentale per individuare i figli dei nostri figli».

Qualcosa lo ha già fatto vedere. Sono i gesti quotidiani, quelli che forse colpiscono di più per la novità: la semplicità, la grande affabilità e la voglia di stare in mezzo alla gente. Ma c’è una cosa che ancora non è emersa di papa Bergoglio. “Ed è quanto sia un uomo del dialogo fra le religioni. A Buenos Aires è presente una forte comunità ebraica e lui in questi anni ha dato vita a numerosi corsi biblici interreligiosi, con un paio di scuole con docenti cristiani, ebrei e musulmani”. A dirlo è una pratese che lo ha conosciuto bene. Si chiama Rita Santanni, classe 1940, consacrata delle Spigolatrici della Chiesa. Per oltre vent’anni è stata in missione in Argentina.