Cile

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«Impressionato per il lavoro di riflessione, discernimento e scelta che avete fatto. Che il Signore ricompensi adeguatamente questo sforzo comunitario pastorale». Lo scrive Papa Francesco al presidente della Conferenza episcopale cilena (Cech), mons. Santiago Silva Retamales, in una lettera che porta la data del 5 agosto, ed è stata diffusa ieri sul sito della Conferenza episcopale cilena. 

«Ci sono state situazioni che non sapevamo vedere e sentire. Come Chiesa non potevamo continuare a camminare, ignorando il dolore dei nostri fratelli e sorelle». «Uno dei nostri principali difetti e omissioni: il non saper ascoltare le vittime»: così scrive Papa Francesco in una lettera al «Popolo di Dio che è in cammino in Cile» rivelata ieri sera (mentre a Santiago erano le 12) dai vescovi cileni, nello stesso giorno in cui la Sala Stampa della Santa Sede annunciava una nuova visita in Cile dell'arcivescovo Charles Scicluna e di monsignor Jordi Bertomeu, che hanno indagato sul problema degli abusi sessuali all'interno della Chiesa.

«Abbiamo visto con chiarezza» che «la vita dei vescovi e dei sacerdoti non sempre cammina per le strade del Vangelo. Noi ci siamo discostati da esse con i nostri errori e, ciò che è più grave, per il fatto che sono stati commessi delitti come abusi sui minori». Si esprime così il presidente della Conferenza episcopale cilena (Cech), mons. Santiago Silva Retamales, vescovo castrense del Cile, in un editoriale pubblicato sul sito della Cech.

Si è concluso ieri sera in Vaticano l'incontro del papa con i vescovi cileni sul tema degli abusi sessuali avvenuti per opera di ecclesiastici. Consegnata una lettera in cui ringrazia per l'adesione «a tutti quei cambiamenti e risoluzioni che dovremo attuare nel breve, medio e lungo termine, necessari per ripristinare la giustizia e la comunione ecclesiale».