Ecuador

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«La nostra società vince quando ogni persona, ogni gruppo sociale, si sente veramente a casa». Ne è convinto il Papa, che incontrando la società civile nella chiesa di san Francisco ha offerto alla folla sterminata di fedeli che lo acclamavano «alcune chiavi del vivere insieme come cittadini a partire dalla vita familiare».

Siamo chiamati «con urgenza» a pensare e discutere del creato, del male che abbiamo provocato col l’«abuso dei beni» che Dio ci ha donato, impegnandoci a non «girare le spalle alla nostra realtà, ai nostri fratelli». È la riflessione di Papa Francesco, che a Quito, martedì pomeriggio,  ha incontrato il mondo della scuola e dell’università dell’Ecuador.

L’ultimo appuntamento pubblico in Ecuador, quello con il clero e i religiosi al Santuario mariano «El Quinche», la partenza per la Bolivia e gli incontri con le autorità locali nella capitale La Paz. Saranno questi i momenti più significativi della terza giornata di Papa Francesco in Sud America che Tv2000, in collaborazione con Centro televisivo vaticano, racconterà in diretta domani 8 luglio.

«In un mondo lacerato dalle guerre e dalla violenza», vittima del «diffuso individualismo» che «si separa e ci pone l’uno contro l’altro», il compito del cristiano «non è fare finta di niente». Lo ha detto il Papa, che nell’omelia della Messa celebrata nel Parco del Bicentenario, a Quito, di fronte a circa un milione e mezzo di fedeli, si è soffermato su due grida: il «grido» di Gesù nell’ultima cena, sotto forma di «sussurro», e il «grido di indipendenza» dell’America Ispanofana, risuonato proprio qui duecento anni fa.

L'Ecuador continua a seguire in diretta televisiva il viaggio apostolico di Papa Francesco. I palinsesti sono stati completamente scompaginati dalla fitta agenda del Pontefice per permettere a tutti di non perdersi questo evento speciale. Al suo secondo giorno in America Latina, Papa Bergoglio, dopo la tappa mattutina a Guayaquil, è tornato a Quito, anzitutto per recarsi in visita di cortesia dal presidente Rafael Correa, presso il Palazzo Carondelet. Pochi passi più in là - sempre senza sottrarsi al calore delle persone che lo acclamano nella speranza di una stretta di mano, di una parola - Papa Bergoglio ha raggiunto la cattedrale della capitale, accolto dal rettore.

"La famiglia è l'ospedale più vicino, la prima scuola dei bambini, il punto di riferimento imprescindibile per i giovani, il miglior asilo per gli anziani". A Guayaquil, la città più popolosa dell'Ecuador con suo affaccio sull'Oceano Pacifico, davanti a migliaia e migliaia di persone assiepate nel Parque de Los Samanes, e provenienti anche dal Perù, Cile, Argentina e Colombia, Papa Francesco è tornato a parlare della famiglia, una "Chiesa domestica" che, "oltre a dare la vita, trasmette la tenerezza e la misericordia divina", un luogo protetto dove "la fede si mescola al latte materno". Il punto di partenza per le riflessioni del Pontefice è stato il brano evangelico delle nozze di Cana.

Molte famiglie soffrono, ancora oggi, per la «mancanza di vino». È la denuncia del Papa, che nell’omelia della Messa celebrata nel parco di Los Samanes, a Guayaquil in Ecuador, davanti ad un milione di fedeli, si è soffermato sull’atteggiamento di Maria durante le nozze di Cana e sull’appello di Maria a Gesù: «Non hanno più vino» (testo integrale).

Una terra bella, che si estende dalla cima del Chimborazo fino alla costa del Pacifico; dalla selva amazzonica fino alle isole Galapagos, dove il britannico Charles Darwins mise a fuoco la teoria dell'evoluzione. Tredici ore di volo e Papa Francesco è atterrato in Ecuador, all'aeroporto internazionale Mariscal Sucre, accolto dal presidente Rafael Correa. In quello che il capo di Stato ha definito un paradiso, dove le persone si mettono in gioco per ridurre le ingiustizie sociali e promuovere la tutela della casa comune, il Pontefice ha detto di essere venuto come "testimone della misericordia di Dio e della fede in Gesù Cristo".