Messico

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Messaggio di Papa Francesco all'ottava edizione del Foro sociale mondiale delle migrazioni, che inizia oggi a Città del Messico per concludersi domenica 4 novembre.  Giusticzia, afferma Bergoglio, è dar voce ai «senza voce», i «migranti, i rifugiati e gli sfollati forzati (desplazados), che sono ignorati, sfruttati, violati e abusati nel silenzio colpevole di molte persone».

Cambio di rotta per la carovana dei migranti centroamericani che per due giorni si è a Juchitán de Saragoza (Messico). Dopo un'assemblea è stato deciso di non andare a Oaxaca, ma di dirigersi verso lo stato di Veracrux. Intanto l'Unicef lancia l'allarme sulla condizione di 2.300 bambini che fanno parte della carovana.

Mentre prosegue in Messico la marcia dei migranti verso gli Usa, il presidente Trump ha annunciato l'invio di 5.200 militari al confine sud del Paese. Su questa decisione intervengono mons. Joe S. Vásquez, presidente della Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale, Sean Callahan, presidente di Catholic Relief Services, e suor Donna Markham presidente di Catholic Charities.

La carovana dei migranti honduregni, formata secondo alcune stime da 7-8mila persone, almeno la metà dei quali donne e minori, è giunta nel fine settimana nella diocesi di Tahuantepec, nello Stato messicano dell'Oaxaca. La carovana è stata inizialmente bloccata dagli agenti al confine tra Chiapas e Oaxaca, ma alla fine quasi tutti sono passati e hanno proseguito il viaggio fino a Tapanatepec, continuando a seguire la rotta costiera.

«Siamo soli, il Governo si è completamente ritirato, è del tutto assente, ma non si vedono neppure le organizzazioni internazionali e dei diritti umani. Siamo rimasti solo noi, le parrocchie, tanti volontari laici, il mondo lo deve sapere!». Lo dice, praticamente lo grida al telefono padre César Augusto Cañaveral Pérez, coordinatore della Mobilità umana della diocesi frontaliera di Tapachula, in Messico, intervistato dal Sir: «Ma non abbiamo paura, si tratta di vivere il Vangelo».

Ha imboccato la rotta costiera, per attraversare lo Stato messicano del Chiapas, la carovana dei migranti honduregni che intende arrivare fino agli Stati Uniti. Dopo oltre dieci giorni di marcia in Messico il numero di migranti è, secondo alcune stime, di 7-8mila (c'è chi ipotizza 10.000), tra cui 2.500 minori. Si attende l'ingresso, dal Guatemala, di altre migliaia di persone, tra cui mille madri honduregne in cerca dei propri figli e un migliaio di salvadoregni.

Il loro sogno: arrivare negli Stati Uniti. Grazie al tam tam dei social, dopo un giorno il gruppo era diventato una carovana. All’inizio della settimana sono stati in 3.500 ad entrare in Guatemala, primo passaggio obbligato del lungo viaggio. Poi, dietro di loro si sono mosse altre migliaia di persone: circa la metà sono donne. Ci sono bambini, anziani, persone in precarie condizioni fisiche.