Messico

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Forte incoraggiamento del Papa agli oltre 100mila giovani incontrati ieri allo stadio «Morelos y Pavòn» di Morelia, al termine della quarta giornata del suo viaggio apostolico. In più di un’ora di musiche, coreografie spettacolari, preghiere e testimonianze, che hanno fatto commuovere il Papa, chiamato dai giovani «fratello e padre», Francesco ha risposto, in un dialogo spontaneo e animato, alla loro sete di valori, famiglia, pace e giustizia, con una sola parola: Gesù Cristo (discorso integrale).

Almeno in 50 mila, nel pomeriggio di ieri hanno accolto il Papa allo stadio di Túxtla Gutiérrez, in Chiapas, dove si è svolto l’incontro con le famiglie. Quattro le testimonianze che hanno preceduto il discorso di Francesco che ha ribadito l’attualità e la bellezza della famiglia dove si vince l’isolamento e ci si dà coraggio per ricominciare sempre (discorso integrale)..

"Se ve, se siente, el Papa esta presente". Migliaia e migliaia di persone hanno accolto così, con un moto di gioia e commozione, il Successore di Pietro, per la messa celebrata presso l'area del Centro di studi superiori di Ecatepec, nella prima domenica di Quaresima. Il freddo pungente del mattino, da cui il nome Ecatepec, collina ventosa, non ha scalfito l'entusiasmo dei messicani di poter accogliere Papa Francesco. I sorrisi, le mani tese in cerca di una benedizione, la semplicità della fede di questo popolo esprimono in modo emblematico la dimensione della fraternità, dell'essere tutti figli di un Dio che sa di famiglia, di pane spezzato e condiviso.

Le campane a festa della cattedrale dell'Assunzione e un giro in papamobile tra le 80.000 persone radunatesi in piazza della Costituzione, una delle più grandi al mondo, ha introdotto l'incontro tra Papa Francesco e i vescovi del Messico. Dopo un lungo momento di preghiera all'altare del perdono, il Pontefice ha pronunciato un discorso denso e programmatico, partendo dallo sguardo della Morenita, che ci insegna che "l'unica forza capace di conquistare il cuore degli uomini è la tenerezza di Dio". Con un passo delicato, il Pontefice ha chiesto a tutti di non perdere tempo ed energie in cose secondarie, nelle chiacchiere e negli intrighi, "negli sterili club di interessi o di consorterie", ma a chinarsicon amore materno sulle tante ferite dell'uomo contemporaneo e di denunciare piaghe come il narcotraffico..

Un momento lungamente atteso e fortemente voluto. Papa Francesco ha incrociato gli occhi della Vergine di Guadalupe, che custodisce gli sguardi di coloro che la contemplano, riflette il volto di quanti la incontrano. Nella Basilica, precisamente nel camarin, dove è custodita la venerata immagine della Morenita, il Pontefice è rimasto a lungo raccolto in preghiera, in un silenzio vibrante e riverente. Ai piedi della Vergine che nel dicembre del 1531 risvegliò la speranza dell'indio Juan Diego e del suo popolo, Papa Bergoglio ha posto gli affanni e i dolori degli sfollati, degli emarginati, delle madri, dei padri, dei nonni "che hanno visto i loro figli partire, li hanno visti persi o addirittura strappoati dalla criminalità".

"Ogni volta che cerchiamo la via del privilegio o dei benefici per pochi, presto o tardi la vita sociale si trasforma in un terreno fertile per la corruzione, il narcotraffico, l'esclusione delle culture diverse, la violenza e persino il traffico di persone, il sequestro e la morte". Nel primo discorso ufficiale pronunciato in Messico, Papa Francesco si è rivolto alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico, subito dopo essere stato ricevuto dal presidente, per la prima volta nella storia, al Palacio national, sede del potere esecutivo federale in Messico. Un grande Paese, benedetto con abbondanti ricchezze naturali e dalla presenze dei suoi giovani, oltre la metà della popolazione.