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Da Taybeh, unico villaggio interamente cristiano della Cisgiordania, arriva la risposta all'annuncio di Trump: preghiera e silenzio. «Siamo palestinesi di fede cristiana. Disapproviamo la decisione del presidente Usa. Gerusalemme è città santa per le tre religioni. In gioco vi è anche la sopravvivenza della comunità cristiana della Cisgiordania», le parole del parroco Johnny Abu Khalil.

In un comunicato, diffuso ieri dalla Sala stampa vaticana, la Santa sede esprime grande preoccupazione per le prospettive di pace del Medio Oriente, minacciate dalla decisione unilaterale di Donald Trump di spostare l'ambasciata Usa a Gerusalemme, riconoscendone così lo status di capitale israeliana.

«Ogni soluzione unilaterale non può essere considerata una soluzione. Gerusalemme, infatti, è un tesoro dell’intera umanità. La discussione su Gerusalemme non può essere ridotta semplicemente a disputa territoriale e sovranità politica, precisamente perché Gerusalemme è un unicum, è patrimonio del mondo intero, ha una vocazione universale che parla a miliardi di persone nel mondo, credenti e non». Così il Patriarcato latino di Gerusalemme commenta la decisione del presidente Usa, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme capitale dello Stato di Israele.

Questo passo «distrugge tutti gli sforzi che sono stati fatti per raggiungere la pace» e segna «l’uscita degli Stati Uniti dai negoziati del processo di pace». È quanto afferma Mahmoud Abbas, presidente dell’Autorità palestinese, in una dichiarazione trasmessa in televisione ieri sera, dopo l’annuncio di Trump: «È tempo di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele».

Al termine dell'udienza generale del mercoledì, nell'aula Paolo VI, Papa Francesco ha lanciato un appello per la situazione che si sta verificando a Gerusalemme: «Il mio pensiero va ora a Gerusalemme. Al riguardo, non posso tacere la mia profonda preoccupazione per la situazione che si è creata negli ultimi giorni e, nello stesso tempo, rivolgere un accorato appello affinché sia impegno di tutti rispettare lo status quo della città, in conformità con le pertinenti Risoluzioni delle Nazioni Unite. Gerusalemme è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani, che in essa venerano i Luoghi Santi delle rispettive religioni, ed ha una vocazione speciale alla pace....»

L’annuncio ufficiale è atteso per oggi, 6 dicembre, ma la notizia è già di dominio pubblico ed è quella che i palestinesi, e la comunità internazionale, temevano: il presidente Usa, Donald Trump, sposterà l'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Le reazioni palestinesi, le prime voci dei cristiani, e la preoccupazione della comunità internazionale. L'appello di Papa Francesco al termine dell'udienza generale.

Davanti ad 8mila persone, in Aula Paolo VI, Papa Francesco nell'udienza generale di oggi ha parlato del suo recente viaggio in Myanmar e Bangladesh, della solidarietà ai profughi Rohingya, delle Suore di Madre Teresa incontrate. Preoccupazione per la decisione di Trump di spostare l'ambasciata Usa a Gerusalemme.