Venezuela

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Mentre si continuano a vivere a Caracas e in tutto il Venezuela ore di tensione (ieri Juan Guaidó, presentando il suo programma per far ripartire il Paese, ha denunciato che le forze speciali erano entrate in sua assenza a casa sua), si è tenuta ieri a Caracas, nella sede della Conferenza episcopale venezuelana (Cev) una riunione tra la Presidenza della Cev e i superiori e le superiore delle varie Congregazioni, che compongono la Confederazione venezuelana delle religiose e dei religiosi del Venezuela.

«Il dramma dell'aborto, per capirlo bene, bisogna stare in un confessionale». Lo ha detto il Papa, che ha dialogato per cinquanta minuti con i giornalisti, in volo da Panama a Roma, nella prima conferenza stampa guidata dal direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti. Il Papa ha parlato anche della situazione del Venezuela, della lotta agli abusi sui minori, dell'accoglienza dei migranti e del celibato dei preti

«In nome di Dio, e in nome del popolo che soffre, i cui lamenti salgono fino al cielo… cessi la repressione». E’ un appello addolorato prendendo a prestito le parole di San Oscar Arnulfo Romero quello lanciato oggi dalla Commissione Giustizia e pace della Conferenza episcopale venezuelana, in merito alle proteste represse con la forza dalle forze armate del governo di Nicolas Maduro, dopo l’autoproclamazione come presidente ad interim di Juan Guaidò.

Fonti ecclesiali venezuelane raccolte dall'agenzia Sir parlano già di 26 morti nelle manifestazioni di ieri in Venezuela. Sottolineano anche che quanto fatto da Juan Guaidó è previsto dalla Costituzione dopo che Maduro aveva esautorato l'Assemblea nazionale..

(Bruxelles) «Ho appena parlato con il presidente Juan Guaido dell'Assemblea nazionale venezuelana, l'unica che riconosciamo». È con un video postato su twitter che il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha fatto sapere di essere stato in contatto con il presidente Guaido alla vigilia dell'insediamento di Nicolás Maduro, previsto oggi, che lo porrà alla guida del Venezuela per un secondo mandato di sei anni. 

E’ un augurio di fraternità per il mondo quello che il Papa ha rivolto stamani nel tradizionale Messaggio natalizio al termine del quale ha impartito la Benedizione  «Urbi et Orbi». Francesco ha ricordato diversi Paesi del mondo, bisognosi di pace e riconciliazione, e ha rivolto un pensiero particolare ai cristiani che festeggiano il Natale in contesti ostili, auspicando che tutte le minoranze possano veder riconosciuta la libertà religiosa.

«Erano quarant’anni che non si assisteva ad un’inondazione di tale portata. L’Orinoco è esondato lungo tutto il suo percorso, sia in Colombia che in Venezuela. La gente ha perso tutto e ora c’è paura per le epidemie». Questa la drammatica testimonianza di mons. Jonny Eduardo Reyes Sequera, vescovo di Puerto Ayacucho (Venezuela), giunta in Italia attraverso le Missioni Don Bosco.