Venezuela

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La Chiesa venezuelana è sempre più preoccupata per «la gravissima situazione nel Paese», sempre più vicino al crollo economico e con il 70% della popolazione in povertà. Per monsignor Diego Rafael Padrón Sánchez, presidente della Conferenza episcopale del Venezuela, siamo di fronte ad un bivio: o «la sottomissione assoluta» al potere autoritario o «l'esplosione sociale della violenza»

Al termine dell'Angelus di oggi, Papa Francesco ha lanciato un appello: 

“Cari fratelli e sorelle, non cessano, purtroppo, di giungere notizie drammatiche dalla Siria e dall’Iraq, relative a violenze, sequestri di persona e soprusi a danno di cristiani e di altri gruppi. Vogliamo assicurare a quanti sono coinvolti in queste situazioni che non li dimentichiamo, ma siamo loro vicini e preghiamo insistentemente perché al più presto si ponga fine all’intollerabile brutalità di cui sono vittime. Insieme ai membri della Curia Romana ho offerto secondo questa intenzione l’ultima Santa Messa degli Esercizi Spirituali, venerdì scorso".

Dopo la morte a San Cristobal dello studente Kluiverth Roa, di appena 14 anni, a causa di uno sparo della polizia che reprimeva una manifestazione contro il governo organizzata nei dintorni dell'Università cattolica dello Stato di Táchira, i vescovi venezuelani hanno chiesto al presidente Nicolás Maduro di fermare la violenza.

“Non abbiate paura della pace. La convivenza, il dialogo, la riconciliazione e l’unione non sono una sconfitta ma una vittoria, perché chi vince è l‘essere umano creato da Dio per potere vivere nella concordia e armonia”: lo ha scritto Papa Francesco nel messaggio in occasione della Settimana internazionale della Pace che si è svolta in Venezuela dal 21 al 26 settembre.

Al termine dell'udienza generale di oggi papa Francesco ha detto: "Seguo con particolare apprensione quanto sta accadendo in questi giorni in Venezuela. Auspico vivamente che cessino quanto prima le violenze e le ostilità e che tutto il Popolo venezuelano, a partire dai responsabili politici e istituzionali, si adoperi per favorire la riconciliazione nazionale, attraverso il perdono reciproco e un dialogo sincero, rispettoso della verità e della giustizia, capace di affrontare temi concreti per il bene comune...».

Dal cuore dell’Europa al Venezuela per prendere la carica che fino a qualche tempo fa era dell’attuale segretario di Stato vaticano, monsignor Pietro Parolin. Monsignor Aldo Giordano, finora inviato speciale con funzioni di osservatore permanente presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo, è stato nominato oggi dal Papa nunzio apostolico nella Repubblica Bolivariana del Venezuela ed elevato al tempo stesso alla sede titolare di Tamada, con dignità di arcivescovo.

Papa Francesco ha ricevuto in udienza il Presidente della Repubblica Bolivariana di Venezuela, Nicolás Maduro. Nei colloqui ci si è soffermati sulla situazione sociale e politica del Paese, dopo la recente scomparsa del Presidente Hugo Chávez come pure su alcune problematiche attuali, quali la povertà e la lotta alla criminalità e al narcotraffico.Si è fatto riferimento alla presenza storica della Chiesa cattolica nel Paese e al suo decisivo apporto nell'ambito della carità, dell'assistenza sanitaria e dell'educazione, convenendo sulla necessità di un dialogo sincero e costante tra la Conferenza Episcopale e lo Stato, per lo sviluppo dell'intera Nazione.