Afghanistan

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“L’Afghanistan e l’Iraq sono posti molto diversi, ma la presa del potere da parte dei talebani fornisce certamente un incoraggiamento a coloro che sostengono quel tipo di regime”: è quanto sostiene l’arcivescovo cattolico caldeo di Erbil (Iraq), mons. Bashar Warda commentando ad Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) l’ascesa al potere dei talebani afghani. 

Un ventennio aperto dal crollo delle torri gemelle, che si chiude con la presa del potere dei Talebani in Afghanistan. Un tempo di scontri, ma anche di gesti importanti come quelli compiuti da papa Francesco. Padre Antonio Spadaro, gesuita, direttore de «La Civiltà cattolica», è una delle persone che segue più da vicino il Papa. E la sua lettura di questo ventennale è che bisogna lavorare per l’icontro e il dialogo. «Anche se tutto sembra dire il contrario».

“È cruciale riprendere le operazioni per evitare un disastro in futuro. I bambini soffrono la fame, non vanno a scuola e l’inverno sta arrivando: è necessaria un’azione urgente” cosi Hassan Noor, direttore regionale di Save the Children in Asia, annuncia la volontà dell’Organizzazione di voler riprendere alcuni dei suoi interventi nel Paese prima dell’arrivo dell’inverno, soprattutto alla luce delle crescenti preoccupazioni per la devastante crisi umanitaria in corso in Afghanistan. 

Protezione dei civili, creazione di corridoi umanitari e ripensamento delle politiche estere: “È tempo di dare prova di umanità di fronte alla crudeltà vissuta dagli afghani, di dimostrare che i valori dell’Ue non sono una vuota retorica ma sono principi guida pratici che portano ad azioni basate su norme etiche, al di là delle mere considerazioni politiche o economiche”.