Afghanistan

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“L’Afghanistan è il Paese più pericoloso al mondo per i cristiani”: è quanto emerge dalla World Watch List 2022 (Wwl), la nuova lista dei primi 50 Paesi dove più si perseguitano i cristiani al mondo, presentata oggi a Roma (in sala stampa della Camera dei deputati) da Porte Aperte/Open Doors, organizzazione internazionale da oltre 60 anni impegnata a sostenere i cristiani perseguitati nel mondo.

È stato firmato oggi presso il Ministero dell’Interno a Roma un protocollo che permetterà – grazie ad un accordo con il Ministero dell’Interno e il Ministero degli Esteri – l’arrivo di un contingente di 1.200 profughi afghani, rifugiati nei Paesi limitrofi, a causa della crisi che si è prodotta dallo scorso agosto. 

“Nove membri di una famiglia, tra cui quattro bambine e due bambini, sarebbero stati uccisi ieri mattina quando un residuato bellico esplosivo è scoppiato all’interno di una casa a Kunduz. Altri tre bambini sarebbero stati feriti. Secondo quanto riferito, uno dei bambini, senza saperlo, ha portato l’ordigno inesploso in casa dopo averlo trovato nel campo vicino alla loro casa”. Si tratta di una notizia riportata oggi dall’Unicef

“L’Afghanistan e l’Iraq sono posti molto diversi, ma la presa del potere da parte dei talebani fornisce certamente un incoraggiamento a coloro che sostengono quel tipo di regime”: è quanto sostiene l’arcivescovo cattolico caldeo di Erbil (Iraq), mons. Bashar Warda commentando ad Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) l’ascesa al potere dei talebani afghani. 

Un ventennio aperto dal crollo delle torri gemelle, che si chiude con la presa del potere dei Talebani in Afghanistan. Un tempo di scontri, ma anche di gesti importanti come quelli compiuti da papa Francesco. Padre Antonio Spadaro, gesuita, direttore de «La Civiltà cattolica», è una delle persone che segue più da vicino il Papa. E la sua lettura di questo ventennale è che bisogna lavorare per l’icontro e il dialogo. «Anche se tutto sembra dire il contrario».