Bangladesh

Ultimi contenuti per il percorso 'Bangladesh'

È il presidente della Repubblica del Bangladesh, Abdul Harmid, nel discorso di benvenuto al Papa Francesco ad usare per la prima volta nel corso di questo viaggio in Asia del Papa la parola «rohingya». «È nostra comune responsabilità - ha detto Harmid - assicurare loro un ritorno a casa sicuro, sostenibile e dignitoso e un’integrazione nella vita sociale, economica e politica del Myanmar». 

Il prete cattolico bangladese William Walter Rozario è sparito da lunedì scorso, e cresce la preoccupazione per la sua sorte. È la drammatica notizia che arriva all’Agenzia Fides dal distretto di Natore, nel Bangladesh del Nord, proprio nelle ore che precedono la visita di Papa Francesco, il cui arrivo è previsto domani a Dacca, capitale del Paese.

«Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». È il versetto evangelico al centro dell’Angelus di ieri, pronunciato dal Papa davanti a circa 30mila fedeli, stando ai dati della Gendarmeria vaticana. Il Papa ha anche espresso il suo dolore per l'attentato in Egitto e invitato a pregare per il suo imminente viaggio in Asia.

«Dal 25 agosto, oltre 400mila rohingya sono scappati dal Myanmar per andare verso il Bangladesh, e altre migliaia stanno arrivando ogni giorno. Secondo le prime stime, circa il 60% di loro sono bambini». È quanto denuncia oggi l’Unicef in una nota nel quale sottolinea che «il numero cospicuo di rifugiati ha messo sotto pressione i campi per rifugiati preesistenti, con i nuovi arrivati che cercano un rifugio ovunque trovino spazio».

In soli tre giorni almeno 3000 civili appartenenti alla minoranza musulmana dei Rohingya hanno attraversato la frontiera con il Bangladesh in fuga da un'offensiva dell'esercito del Myanmar: lo ha riferito oggi Joseph Tripura, portavoce dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr).