Cina

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Aziende cinesi hanno provocato «un disastro ecologico», avvelenando un fiume e «mettendo a rischio la salute» delle comunità: con queste ragioni, a seguito della denuncia di un missionario italiano, una commissione d'inchiesta del Parlamento della Repubblica Centrafricana ha chiesto la chiusura di quattro miniere d'oro.

Un appello alla pace, a rinunciare ad ogni forma di violenza, a mettere da parte le divergenze e costruire canali di comunicazione e dialogo «sincero» con lo scopo di lavorare tutti insieme al bene comune di Hong Kong. E' quanto chiedono in un messaggio congiunto i leader delle maggiori tradizioni religiose

Un milione di persone sono scese oggi di nuovo in piazza ad Hong Kong. Questa la stima secondo i media locali. La manifestazione è stata indetta nel giorno in cui Hong Kong ricorda la data del 1 luglio 1997, quando la città venne riconsegnata dal Regno Unito alla Cina.

Resi noti gli Orientamenti pastorali della Santa Sede per Vescovi e sacerdoti di fronte alla richiesta delle autorità governative cinesi di registrarsi civilmente. «Clandestinità non rientra nella normalità della vita della Chiesa», «rispettare la coscienza e le profonde convinzioni cattoliche».

Hong Kong ha annunciato la «sospensione» del dibattito sulla controversa legge sulle estradizioni in Cina. Lo ha annunciato la governatrice Carrie Lam, motivando la decisione «alla luce di quanto successo e, come governo responsabile», in riferimento alle proteste di domenica e agli scontri di mercoledì tra polizia e manifestanti. 

«Ci sarebbe anche una persona ferita piuttosto seriamene da una pallottola di gomma» durante le proteste stamattina a Hong Kong dove molti manifestanti hanno cercato di impedire l'ingresso al Parlamento dove oggi si sarebbe dovuto votare per l'emendamento riguardante l'estradizione. Lo riferisce al Sir padre Gianni Criveller, missionario a Hong Kong del Pontificio Istituto missioni estere (Pime) da quasi trent'anni, adesso in Italia, a Monza, in quanto preside del Seminario teologico internazionale.

La Cina di oggi scommette che niente di simile a quanto accadde nel giugno 1989 oggi sarebbe possibile. Il Paese in mano a Xi Jinping è infinitamente più solido (e più controllato) di 30 anni fa. E, soprattutto, è molto più ricco. Soprattutto, al di là della cifre, esiste oggi in Cina quel che 30 anni fa non c'era: una classe media che, col lavoro e il risparmio, si è conquistata una casa e un'automobile, che investe sulle scuole dei figli e che, dunque, è ancor meno disposta a rischiare il benessere acquisito in cambio di un diverso sistema politico.

Il primo ministro centrafricano Firmin Ngrébada ha ricevuto nella giornata di ieri, 8 maggio, il cardinale di Bangui Dieudonné Nzapalaïnga, il vescovo di Bouar mons. Miroslaw Guscwa e padre Aurelio Gazzera, parroco di Saint Michel de Bozoum. Scopo dell'incontro «fare il punto sulle recenti voci riguardo lo sfruttamento dei siti minerari nella città di Bozoum da parte di tre compagnie cinesi», come riferisce la notizia che lo stesso padre Gazzera ha fatto pervenire al Sir.