Cina

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Hong Kong ha annunciato la «sospensione» del dibattito sulla controversa legge sulle estradizioni in Cina. Lo ha annunciato la governatrice Carrie Lam, motivando la decisione «alla luce di quanto successo e, come governo responsabile», in riferimento alle proteste di domenica e agli scontri di mercoledì tra polizia e manifestanti. 

«Ci sarebbe anche una persona ferita piuttosto seriamene da una pallottola di gomma» durante le proteste stamattina a Hong Kong dove molti manifestanti hanno cercato di impedire l'ingresso al Parlamento dove oggi si sarebbe dovuto votare per l'emendamento riguardante l'estradizione. Lo riferisce al Sir padre Gianni Criveller, missionario a Hong Kong del Pontificio Istituto missioni estere (Pime) da quasi trent'anni, adesso in Italia, a Monza, in quanto preside del Seminario teologico internazionale.

La Cina di oggi scommette che niente di simile a quanto accadde nel giugno 1989 oggi sarebbe possibile. Il Paese in mano a Xi Jinping è infinitamente più solido (e più controllato) di 30 anni fa. E, soprattutto, è molto più ricco. Soprattutto, al di là della cifre, esiste oggi in Cina quel che 30 anni fa non c'era: una classe media che, col lavoro e il risparmio, si è conquistata una casa e un'automobile, che investe sulle scuole dei figli e che, dunque, è ancor meno disposta a rischiare il benessere acquisito in cambio di un diverso sistema politico.

Il primo ministro centrafricano Firmin Ngrébada ha ricevuto nella giornata di ieri, 8 maggio, il cardinale di Bangui Dieudonné Nzapalaïnga, il vescovo di Bouar mons. Miroslaw Guscwa e padre Aurelio Gazzera, parroco di Saint Michel de Bozoum. Scopo dell'incontro «fare il punto sulle recenti voci riguardo lo sfruttamento dei siti minerari nella città di Bozoum da parte di tre compagnie cinesi», come riferisce la notizia che lo stesso padre Gazzera ha fatto pervenire al Sir.

Nel 2018 sono state 690 le condanne a morte eseguite (-31% rispetto al 2017). I primi cinque Stati per numero di esecuzioni sono stati invece: Cina (migliaia), Iran (almeno 253, anche se sono diminuite del 50%), Arabia Saudita (149), Vietnam (85) e Iraq (almeno 52). E ancora più di 19.000 persone sono detenute nei bracci della morte. Sono i dati contenuti nel rapporto globale sulla pena di morte di Amnesty International.

Al centro del Consiglio europeo iniziato ieri a Bruxelles, la spinosa questione della Brexit, ma nel suo discorso il presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani, ha toccato anche altri temi, come il rischio-disinformazione alle elezioni Ue. «Proteggere nostri cittadini e nostre imprese da pratiche sleali cinesi».

«Il concetto di accoglienza è diverso da quello di sbarco. Consentire sbarchi indiscriminati senza limiti non equivale a offrire accoglienza». Lo ha affermato questo pomeriggio il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, nell'aula di Palazzo Madama dov'è intervenuto per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 21 e 22 marzo prossimi e sul memorandum d'intesa con la Cina sulla «Via della Seta».

Papa Francesco nel discorso che ha rivolto quest’anno al Corpo diplomatico si è soffermato soprattutto sull'importanza della collaborazione fra le nazioni e della diplomazia multilaterale, che oggi rischia invece di essere indebolita dal riemergere di tendenze nazionalistiche. Bisogna cercare il bene di tutti i popoli, anche accettando «gli inevitabili compromessi», perché altrimenti si assiste alla sopraffazione del più forte sul più debole e i problemi si aggravano.