Filippine

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Tanjay (Agenzia Fides) – Il sacerdote cattolico Antonio Magalso, 44 anni, è stato accoltellato a morte ieri mattina nella città di Tanjay, sull’isola di Negros, nelle Filippine centrali. Lo conferma all’Agenzia Fides don Nathaniel B. Gomez, preside del Collegio Santa Caterina e prete del clero diocesano di Dumaguete, diocesi a cui don Magalso apparteneva.

Sono passati più di 6 anni dall’11 luglio 2009 quando Eugenio Vagni, operatore della Croce Rossa Internazionale, dopo 178 giorni di prigionia nelle Filippine in mano ai fondamentalisti islamici, fece ritorno nella sua Montevarchi accolto e festeggiato da tutti i suoi concittadini. Da allora ancora tante cose sono successe nella sua vita e nella sua famiglia con nuove partenze e ritorni, fino alla sua definitiva sosta nella sua città.

E’ stato il settimo viaggio apostolico del pontificato a essere protagonista oggi all’udienza generale del mercoledì. Ai fedeli radunati in aula Paolo VI, Papa Francesco ha voluto raccontare i momenti salienti del pellegrinaggio che lo ha condotto prima in Sri Lanka e poi nelle Filippine. Così, tra i ricordi del Pontefice, è subito affiorata la canonizzazione di Giuseppe Vaz, a Colombo, in un Paese di “grande bellezza naturale” che sta cercando di ricostruire “l’unità dopo un lungo e drammatico conflitto civile”.

«Conserverò sempre nel cuore il ricordo della festosa accoglienza da parte delle folle, in alcuni casi addirittura oceaniche, che ha accompagnato i momenti salienti del viaggio». Ad assicurarlo ai fedeli è stato il Papa, che nella catechesi dell'udienza di oggi, davanti a 7 mila fedeli nell'Aula Paolo VI, si è soffermato sul viaggio apostolico in Sri Lanka e nelle Filippine, che ha compiuto la scorsa settimana.

Nelle Filippine quello che mi ha maggiorente commosso sono stati i gesti del cuore, l'entusiasmo non finto, oltre alla messa a Tacloban, dove mi sono sentito annientato. Papa Francesco ha lasciato il Paese asiatico e sul volo di ritorno, durante la consueta conferenza stampa, ha raccontato anzitutto le sue impressioni personali sul pellegrinaggio. In oltre un'ora di domande e risposte, Papa Bergoglio ha anzitutto sottolineato che oggi la corruzione - che vuol dire togliere al popolo - è all'ordine del giorno e trova terreno fertile nelle istituzioni, anche nella Chiesa. Siamo tutti peccatori, ha precisato, ma non dovremmo mai essere corrotti.

«In teoria, possiamo dire che una reazione violenta davanti a un'offesa, a una provocazione, in teoria sì, non è una cosa buona, non si deve fare. In teoria, possiamo dire quello che il Vangelo dice, che dobbiamo dare l'altra guancia. In teoria, possiamo dire che noi abbiamo la libertà di esprimere e questa è importante. Nella teoria siamo tutti d'accordo, ma siamo umani, e c'è la prudenza, che è una virtù della convivenza umana». Lo ha detto ieri Papa Francesco, rispondendo ai giornalisti, nel volo di ritorno dalle Filippine (trascrizione integrale).

Tante immagini resteranno impresse ma anche le parole: «Dobbiamo imparare a piangere». Padre Federico Lombardi, domenica sera, conversando con i giornalisti nel far conoscere il numero delle persone che al Rizal Park e nelle strade circostanti - sei o forse sette milioni per le autorità di Manila - sottolinea che si è trattato del più grande evento nella storia dei Papi.

«Il diavolo è il padre della menzogna» e «nasconde le sue insidie dietro l'apparenza della sofisticazione, il fascino di essere ‘moderni', di essere ‘come tutti gli altri'», sprecando il tempo in «piaceri effimeri e passatempi superficiali», «congegni futili», «gioco d'azzardo e bere». È l'avvertimento lanciato da Papa Francesco durante l'omelia a Rizal park, nella messa conclusiva della sua visita apostolica nelle Filippine, davanti a sette milioni di fedeli (testo integrale omelia).

«Vorrei che noi tutti insieme, voi giovani come lei, pregassimo in silenzio un minuto e poi invochiamo la nostra Madre del cielo». Una preghiera per Kristel, la volontaria di 27 anni, morta mentre stava per iniziare la Messa a Tacloban: l'ha chiesta, ieri, Papa Francesco nell'incontro con i giovani nel campus dell'università Santo Tomas, a Manila. Anche in quest'occasione il Pontefice ha parlato a braccio in spagnolo (testo integrale), non leggendo il discorso preparato in inglese.