Giappone

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La comunità cattolica nipponica, su invito dei Vescovi, dopo un minuto di silenzio, si è unita spiritualmente per commemorare il 10° anniversario del terremoto dell’11 marzo 2011, il quarto più grande nel mondo dal 1900 e la cui magnitudo 9,0 della scala Richter è stata la più forte mai registrata in Giappone, provocando il violento tsunami che causò migliaia di morti, inghiottì case, campi, automobili, provocò incendi e danneggiò le centrali nucleari di Fukushima. Nella preghiera di commemorazione sono state ricordate le vittime del disastro il cui bilancio a 10 anni di distanza è ancora incerto.

Nel 75° anniversario del bombardamento atomico su Hiroshima e Nagasaki, risuonano ancora le parole sulla necessità della messa al bando delle armi nucleari, pronunciate da Papa Francesco in quello che finora è il suo ultimo viaggio internazionale. Parole storiche, che richiamano molti suoi pronunciamenti a favore del disarmo e della cultura della pace

Come è ormai sua abitudine il Papa ha dedicato la prima udienza generale dopo un suo viaggio apostolico per sintetizzare gli incontri e le impressioni ricavate. Sulla Thailandia ha auspicato che «siano sanate le piaghe dello sfruttamento, specialmente delle donne e dei minori». Per il Giappone ha parlato di «Paese trainante per un mondo più giusto e pacifico». La preghiera per le vittime del terremoto in Albania.

Nella consueta conferenza stampa del Papa sull'aereo che lo riportava a Roma dopo la visita a Thailandia e Giappone, si è parlato del pericolo nucleare, degli armamenti,del possibili viaggio in Cina, di un'enciclica sul tema della pace, ma anche degli scandali finanziari in Vaticano e di come viene amministrato l'Obolo di San Pietro. Ecco la trascrizione completa.

«Il mio soggiorno in questo Paese è stato breve ma intenso. Ringrazio Dio e tutto il popolo giapponese per l'opportunità di visitare questo Paese, che lasciò una forte impronta nella vita di San Francesco Saverio e dove tanti martiri hanno dato testimonianza della loro fede cristiana». A fare un primo bilancio del viaggio è stato il Papa, nell'ultimo discorso pronunciato in Giappone, alla Sophia University di Tokyo, l'università cattolica fondata dai gesuiti nel 1913.

Celebrando la Messa al Tokyo Dome Papa Francesco ha invitato a riconsiderare le nostre scelte quotidiane per non restare intrappolati o isolati nella ricerca del successo ad ogni costo. Quindi ha ribadito la sacralità della vita, da ricevere «così come si presenta», anche con fragilità e imperfezioni, in ogni comunità capace di essere «ospedale da campo»

Non cosa possiedo ma con chi condivido e «per chi vivo». Papa Francesco incontrando i giovani giapponesi nella Cattedrale di Santa Maria Immacolata di Tokyo, li ha esortati a porsi questa domanda per non vivere da «zombi», in società ricche ma schiave della solitudine. Il forte invito di Francesco è stato quello di imparare a donarsi e ad accogliere chi cerca rifugio nel Paese.