Iraq

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«Questa cappella restituisce ai fedeli un pezzetto della loro casa. Ed ora possono andare a messa senza rischiare la propria vita». Con queste parole padre Luis Montes ringrazia Aiuto alla Chiesa che Soffre per aver finanziato una cappella-container per il campo profughi intitolato alla Vergine Maria di Baghdad.

A quindici giorni di distanza dagli attentati di Parigi c’è una domanda che, detta o sottintesa, domina ancora la mente della gente sballottata fra sentimenti di paura e pulsioni di vendetta, fra allarmismi per il fagotto abbandonato e allarmi per il terrorista identificato, tra la voglia di rientrare nella quotidianità della vita che continua e il timore confuso per il futuro.

Anche nell'Iraq devastato dalla guerra si apriranno le porte sante del Giubileo della Misericordia. A varcarle una comunità cristiana composta in gran parte da sfollati. A Baghdad come ad Erbil. Nel capoluogo del Kurdistan iracheno sono riparati oltre 120mila cristiani in fuga dai terroristi dello Stato Islamico. Per loro una porta santa a forma di tenda e tante iniziative di solidarietà. Con un pensiero rivolto «ai  nostri fratelli musulmani».

In Iraq e nel Medio Oriente l’odio fanatico del terrorismo continua a provocare una forte emorragia di fedeli cristiani che si allontanano dalle terre dei loro padri, le terre di Abramo, dei profeti e delle prime Chiese che hanno vissuto secoli di pacifica convivenza con i fratelli dell’Islam. Lo ha denunciato ancora una volta Papa Francesco incontrando i vescovi partecipanti al Sinodo della Chiesa Caldea in corso in Vaticano.
Il Pontefice ha ricordato che questi nostri tempi sono segnati da innumerevoli esempi di persecuzione, anche fino al martirio, e che la Chiesa caldea conosce e risponde anche ai bisogni dei fedeli nella diaspora, che cercano di restare saldi nelle proprie radici.

«Un accorato appello alla comunità internazionale, affinché sappia adottare tutte le strategie valide al fine di promuovere il raggiungimento della pace in Paesi terribilmente devastati dall'odio, per riportare il soffio vitale dell'Amore in luoghi che da sempre sono stati crocevia di popoli, culture e nazioni». A rinnovarlo è stato oggi Papa Francesco, ricevendo questa mattina in udienza i membri del Sinodo della Chiesa caldea, convocato a Roma dal 24 al 29 ottobre.

«La famiglia che cammina nella via del Signore è fondamentale nella testimonianza dell’amore di Dio e merita perciò tutta la dedizione di cui la Chiesa è capace». Lo ha detto il Papa, che ha dedicato l’udienza di oggi al Sinodo dei vescovi sulla famiglia, iniziato da pochi giorni sul tema «La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo».