Iraq

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Mons. Boutros Moshe, Arcieparca di Mossul dei Siri, profugo a Erbil nel Kurdistan Irakeno sarà ospite questo lunedì 28 settembre di Shalom,a Fucecchio, e racconterà la situazione dei cristiani perseguitati dall’Isis durante una conferenza promossa dalle parrocchie di Fucecchio, la parrocchia di Cerreto Guidi e il Movimento Shalom.

Milioni di persone sono in stato di urgente necessità a causa del dilagare di conflitti in Iraq e Siria e negli altri Paesi del Medio Oriente, eppure di fronte a questo dramma umanitario, alle atrocità costantemente mostrate dai media, la Comunità internazionale non sembra capace di trovare risposte adeguate, mentre i trafficanti di armi continuano a fare i loro interessi. Così il Papa nel discorso ai partecipanti all’incontro promosso da Cor Unum tra organismi caritativi e Chiese locali. 

Profezia, vicinanza, memoria. Sono le tre parole chiave che Papa Francesco ha lasciato ai 5000 giovani consacrati che stanno partecipando ad un convegno internazionale, nell’Anno della vita consacrata. In Aula Paolo VI, il Pontefice, prima di rispondere a tre domande incentrate sulle tre parole, ha rivolto un pensiero ai nostri martiri di oggi, i martiri dell’Iraq e della Siria.

Il V Rapporto sui conflitti dimenticati, curato da Caritas italiana, certifica che nel 2014 i conflitti sono stati 424, con un aumento del 9,3%. Almeno quintuplicate, in 15 anni, le vittime degli attacchi terroristici jihadisti: da 21mila a 38mila morti in media l’anno. In crescita il mercato della compravendita di armi e armamenti: +16% rispetto al 2019.

(dall’inviata Sir a Tirana) - «Occorre impegnarsi per la pace», in Iraq e in Siria, nei Paesi cioè dove le persone in fuga dalla guerra «hanno le loro case, le loro tradizioni, la loro lingua». Risponde così il patriarca di Babilonia dei Caldei, in Iraq, Louis Raphael I Sako, alla proposta lanciata ieri da Papa Francesco all’angelus affinché «ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d’Europa ospiti una famiglia, incominciando dalla mia diocesi di Roma».

La drammatica testimonianza di padre Douglas Joseph Shimshon Al-Bazi, sacerdote cattolico di Baghdad, parroco ad Erbil (Kurdistan iracheno), dove nel sobborgo di Ankawa accoglie i cristiani fuggiti dalla violenza dell’Isis. Parole come macigni: «In Italia i musulmani vivono tra di voi e convivono. Ma quando sei tu cristiano a dover vivere in mezzo ai musulmani allora la convivenza è impossibile».

La testimonianza di Giorgio Buccellati, archeologo e professore emerito di Storia e Archeologia del Vicino Oriente Antico alla Ucla (Los Angeles) ricorda il «collega e amico» Kahled Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira, torturato e decapitato nei giorni scorsi dai terroristi. Il monito: lo Stato islamico vincerà se ci difenderemo solo militarmente.

Fréjus-Toulon, Gap, Embrun, Bayonne, Avignon, Ajaccio: in tutte le chiese di queste città francesi domani, sabato 15 agosto, festività dell’Assunzione di Maria, le campane suoneranno come segno della solidarietà dei cattolici di Francia per i cristiani del Medio Oriente che, a causa della loro fede cristiana, sono vittime di persecuzioni nei loro Paesi.

È in corso, con tutti i suoi orrori, quella «terza guerra mondiale ma a pezzi» denunciata da Papa Francesco. Una guerra senza regole in cui si è drammaticamente innalzato il livello di crudeltà dell’umanità. A morire sono cristiani, sciiti, sunniti, alauiti, yazidi, armeni, curdi, assiri. Un interminabile filo di sangue che scorre in una guerra senza confini che tocca milioni di persone.

«Sono qui a nome di tutti i vescovi italiani per esprimervi gratitudine di fronte alla grande testimonianza di fede che ci offrite. Vi dico che siete perseguitati, ma non dimenticati; quello che possiamo fare è davvero poco, ma non verrà meno e si unisce al notevole impegno con cui il Patriarcato e la Caritas vi sostengono». Lo ha detto il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, incontrando i profughi iracheni in Giordania.