Iraq

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Dopo l'Angelus il Papa ha lanciato un appello «Sto seguendo con viva preoccupazione gli avvenimenti di questi ultimi giorni in Iraq. Invito tutti voi ad unirvi alla mia preghiera per la cara nazione irachena, soprattutto per le vittime e per chi soffre maggiormente le conseguenze dell'accrescersi della violenza, in particolare per le molte persone, tra cui tanti cristiani, che hanno dovuto lasciare la propria casa. Auspico per tutta la popolazione la sicurezza e la pace ed un futuro di riconciliazione e di giustizia dove tutti gli iracheni, qualunque sia la loro appartenenza religiosa, possano costruire insieme la loro patria, facendone un modello di convivenza».

Mosul e la provincia di Baiji sono sotto il controllo di jihadisti Isil vicini ad Al Qaeda. Monsignor Emil Shimoun Nona, arcivescovo caldeo di Mosul, parla di «decine di migliaia di persone in fuga». E denuncia: perché l'esercito ha abbandonato la città senza combattere? «Poteva fronteggiare l'avanzata fondamentalista con carri armati e armi che ha in dotazione. Invece ha abbandonato la città».

L’inaugurazione del progetto realizzato grazie alla Fondazione Giovanni Paolo II a Baghdad: a pianterreno c’è un campo di calcetto separato con una rete dal bar e da alcuni locali attrezzati con biliardo e tavoli da tennis. Al piano superiore due belle palestre.

"Al termine dell'Udienza saluterò una delegazione di sovraintendenze irachene, con rappresentanti dei diversi gruppi religiosi, che costituiscono la ricchezza del Paese, accompagnata dal cardinale Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Vi invito a pregare per la cara nazione irachena purtroppo colpita quotidianamente da tragici episodi di violenza, perché trovi la strada della riconciliazione, della pace, dell'unità e della stabilità".

L'intervento militare a guida statunitense contro la Siria sarebbe «una sciagura. Sarebbe come far scoppiare un vulcano con un'esplosione destinata a travolgere l'Iraq, il Libano, la Palestina. E forse qualcuno vuole proprio questo». Così il Patriarca di Babilonia dei Caldei Louis Raphael I Sako esprime all'Agenzia Fides il suo allarme rispetto alla prospettiva di un attacco esterno ormai dato per imminente contro il regime di Assad.

Un’udienza di venti minuti durante la quale “ho visto delle lacrime scendere sul volto di Papa Francesco mentre raccontavo della Chiesa perseguitata in Iraq, dei suoi 950 martiri e delle sue 57 chiese attaccate”. E’ un Pontefice “addolorato” quello che descrive Louis Raphaël I Sako, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Baghdad), che giovedì 21 marzo è stato ricevuto in udienza, con il suo seguito, dal Papa.