Iraq

Ultimi contenuti per il percorso 'Iraq'

Porre fine ai conflitti è un potere che sta anche nelle mani dell’uomo perché ognuno di noi può e deve farsi costruttore di pace, e il vostro lavoro tenta di spezzare quella spirale di prepotenza e di inerzia da cui non sembra esserci scampo. Lo ha detto Papa Francesco ricevendo stamane in Vaticano i membri degli organismi caritativi cattolici che operano nel contesto della crisi umanitaria in Siria, Iraq e nei Paesi limitrofi, riuniti a Roma per il loro quinto incontro promosso dal Pontificio consiglio Cor Unum.

«Porre fine al conflitto è anche nelle mani dell’uomo: ognuno di noi può e deve farsi costruttore di pace, perché ogni situazione di violenza e ingiustizia è una ferita al corpo dell’intera famiglia umana». E’ accorato l’appello di Papa Francesco, che questa mattina ha ricevuto nella Sala Clementina in Vaticano i membri degli organismi caritativi cattolici che operano nel contesto della crisi umanitaria in Siria, Iraq e nei Paesi limitrofi, riuniti a Roma per il loro quinto incontro promosso da Cor Unum.

«La diocesi di Mosul non esiste più»: è lapidario monsignor Shimoun Nona, arcivescovo emerito di Mosul, dal 2014 capitale irachena dell'Isis. Il presule caldeo ha guidato la città per oltre quattro anni, dalla fine di novembre del 2009 sino all’arrivo dell’Isis che lo ha cacciato come tutti gli altri cristiani iracheni. Il genocidio delle minoranze non è solo eliminazione fisica ma anche cancellazione della loro storia passata e futura

Era di martedì quell’undici settembre di quindici anni fa. Al di là dell’Oceano mai visto nulla di simile. In venti minuti, fra le nove e le dieci del mattino, uno dopo l’altro due aerei si schiantano sulle Torri Gemelle del World Trade Center di New York che si incendiano e in mezzora crollano su se stesse.

L’intervento armato del 2003 in Iraq contro Saddam Hussein «ha scatenato la spirale infernale in cui oggi siamo immersi». Ne è convinto il Patriarca di Babilonia dei Caldei Louis Raphael I Sako, per il quale il «Rapporto Chilcot» pubblicato nei giorni scorsi e mirante a ricostruire gli scenari e l’origine del coinvolgimento dell’esercito britannico in quella guerra «rappresenta un passo positivo, perché è importante riconoscere gli errori del passato, per non commetterli di nuovo».

«Soltanto macerie. È quanto è rimasto di Telskuf, villaggio iracheno a soli 32 chilometri dall’ormai roccaforte dello Stato Islamico Mosul». È quanto si legge in una nota di Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) nella quale si dà notizia della recentissima visita di una propria delegazione al piccolo centro, liberato dalle forze peshmerga il 3 maggio scorso.