Medio Oriente

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(Haifa) «Il conflitto, i rifugiati e i profughi, il tema del diritto e dell’autodeterminazione sono questioni storiche, antiche e mai risolte. Finché non si troveranno delle soluzioni queste resteranno delle radici malate destinate a segnare ancora per molto la vita di questa terra». Lo ha detto al Sir mons. Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto, rappresentante della Conferenza episcopale italiana all’Holy Land Coordination (Hlc) 2019, che oggi ha chiuso ad Haifa il suo pellegrinaggio annuale di solidarietà.

(Haifa) Si è aperto con la recita della preghiera semplice di san Francesco, «Signore, fa di me uno strumento della tua pace» l'incontro interreligioso che ha visto i vescovi dell'Holy Land Coordination (Usa, Canada, Ue e Sud Africa) riunirsi oggi ad Haifa insieme a leader religiosi islamici, ebraici, drusi e bahai.

Papa Francesco ha inviato un video messaggio alla Chiesa copta ortodossa d'Egitto, nella solennità del Natale, che i copti celebrano a partire da ieri sera, e in occasione della dedicazione della nuova cattedrale della Natività nella nuova capitale amministrativa.

«È di fronte al mondo intero - che troppe volte volge lo sguardo dall'altra parte - la drammatica situazione dei cristiani che vengono perseguitati e uccisi in numero sempre crescente». Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza, nella Sala Clementina,  i membri della Consulta dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, che si conclude oggi a Roma.

La plenaria del Parlamento europeo ha approvato un documento che mette in luce l'esportazione di armamenti di vario genere in regioni del pianeta già segnate da conflitti, instabilità e povertà. L'Europa è dietro solo gli Usa come fornitore di armi. Tra gli acquirenti anche il terrorismo internazionale e Paesi in guerra. Richieste sanzioni.

Mentre nella Striscia di Gaza si combatte l'ennesimo scontro a colpi di razzi e di bombe tra Esercito israeliano e miliziani di Hamas, dalle minuscole comunità cattoliche di Gaza e di Beer Sheva (Israele), tutte e due sotto attacco, arriva una testimonianza di pace e di preghiera: «Non è una questione che si risolve con le armi. Ci sono persone che soffrono da ambo le parti, madri palestinesi e israeliane che piangono con i loro figli. Le lacrime non conoscono nazionalità. Preghiamo per loro e per i nostri governanti»