Medio Oriente

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«È di fronte al mondo intero - che troppe volte volge lo sguardo dall'altra parte - la drammatica situazione dei cristiani che vengono perseguitati e uccisi in numero sempre crescente». Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza, nella Sala Clementina,  i membri della Consulta dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, che si conclude oggi a Roma.

La plenaria del Parlamento europeo ha approvato un documento che mette in luce l'esportazione di armamenti di vario genere in regioni del pianeta già segnate da conflitti, instabilità e povertà. L'Europa è dietro solo gli Usa come fornitore di armi. Tra gli acquirenti anche il terrorismo internazionale e Paesi in guerra. Richieste sanzioni.

Mentre nella Striscia di Gaza si combatte l'ennesimo scontro a colpi di razzi e di bombe tra Esercito israeliano e miliziani di Hamas, dalle minuscole comunità cattoliche di Gaza e di Beer Sheva (Israele), tutte e due sotto attacco, arriva una testimonianza di pace e di preghiera: «Non è una questione che si risolve con le armi. Ci sono persone che soffrono da ambo le parti, madri palestinesi e israeliane che piangono con i loro figli. Le lacrime non conoscono nazionalità. Preghiamo per loro e per i nostri governanti»

«Nel nostro pellegrinaggio verso l'unità visibile, sperimentiamo una comune sofferenza, che viene dalla drammatica situazione dei nostri fratelli e sorelle in Medio Oriente, specialmente in Iraq e in Siria» . È quanto si legge nella dichiarazione comune firmata dal Papa e dal Catholikos Patriarca della Chiesa assira dell'Oriente, Mar Gewargis III, al termine dell'udienza di oggi.

«Condividiamo la grande sofferenza che deriva dalla tragica situazione che vivono tanti nostri fratelli e sorelle in Medio Oriente, vittime della violenza e spesso costretti a lasciare le terre dove vivono da sempre». Sono le parole rivolte oggi dal Papa al Catholikos-Patriarca della Chiesa Assira dell'Oriente, Mar Gewargis III, ricevuto oggi in udienza. 

Le contraddizioni sfilano sul podio dell'Assemblea generale. I 53 interventi dei capi di stato presenti passano dal sostegno al multilaterismo e a soluzioni con più interlocutori come auspicato dal re di Giordania, Hussein, per la questione israelo-palestinese e anche dal presidente egiziano Al Sisi; ad una strenua difesa del nazionalismo spacciata per patriottismo, come ha fatto il presidente statunitense Trump.

«Esiste il rischio che la presenza cristiana sia cancellata proprio nella terra da cui si è propagata nel mondo la luce del Vangelo». A lanciare, ancora una volta, il grido d'allarme è stato il Papa, che ha ricevuto oggi in udienza, nella Sala del Concistoro, i partecipanti al sesto incontro di coordinamento sulla risposta della Chiesa alla crisi in Iraq, in Siria e nei Paesi vicini, che quest'anno coinvolge anche la Sezione Migranti e Rifugiati.

Sono oltre 286 milioni i dollari allocati nel 2017 dalla rete ecclesiale, composta da Ong cattoliche, diocesi, congregazioni religiose, istituzioni ecclesiali, per fare fronte alla crisi umanitaria in Siria e Iraq. È quanto emerge da una indagine presentata nella riunione sulla «Crisi umanitaria in Siria e Iraq» organizzata dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, che si è aperta oggi (fino a domani) presso l'Università Urbaniana, a Roma.