Medio Oriente

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«Fermiamo la guerra. Facciamo tacere le armi»: è l'appello per la Siria del patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, che oggi ad Assisi è stato insignito del riconoscimento internazionale «Pellegrino di pace», promosso dal Mcl, Movimento cristiano lavoratori e del Centro internazionale per la pace tra i popoli della città francescana.

La drammatica situazione delle persone che soffrono a causa della guerra e dei gravi disastri naturali; i cristiani in Medio Oriente; la libertà religiosa e la discriminazione vissuta in tante parti del mondo a causa della fede. È un messaggio carico di attualità quello inviato oggi da Papa Francesco al Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I in occasione della festa di Sant’Andrea.

Nel pomeriggio di lunedì 25 novembre il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, è stato ricevuto in Udienza da Papa Francesco. Si è parlato tra l'altro della vita della comunità cattolica in Russia, rilevando il contributo fondamentale del cristianesimo nella società. In tale contesto, si è fatto cenno alla situazione critica dei cristiani in alcune regioni del mondo, nonché alla difesa e alla promozione dei valori riguardanti la dignità della persona, e la tutela della vita umana e della famiglia. Sulla situazione in Siria, il Presidente Putin ha espresso ringraziamento per la lettera indirizzatagli dal Santo Padre in occasione del G20 di S. Pietroburgo.

«Sia rispettato il diritto di tutti ad una vita dignitosa e a professare liberamente la propria fede. Non ci rassegniamo a pensare il Medio Oriente senza i cristiani». Lo ha detto Papa Francesco ai patriarchi e agli arcivescovi maggiori riuniti in Vaticano per la plenaria della Congregazione per le Chiese Orientali (19-22 novembre) sul tema «Le Chiese orientali cattoliche a 50 anni dal Concilio ecumenico Vaticano II».

Grande preoccupazione destano le condizioni di vita dei cristiani, che in molte parti del Medio Oriente subiscono in maniera particolarmente pesante le conseguenze delle tensioni e dei conflitti in atto. La Siria, l'Iraq, l'Egitto, e altre aree della Terra Santa, talora grondano lacrime. Il Vescovo di Roma, ha detto Papa Francesco, non si darà pace finché vi saranno uomini e donne, di qualsiasi religione, colpiti nella loro dignità, privati del necessario alla sopravvivenza, derubati del futuro, costretti alla condizione di profughi e rifugiati. Parlando ai Patriarchi e agli Arcivescovi Maggiori, insieme con i Cardinali, i Metropoliti e i Vescovi che fanno parte della Congregazione per le Chiese Orientali.

Con la minaccia dell'uso della forza contro la Siria, Usa e Francia si proponevano di non permettere ad Assad di usare nuovamente armi chimiche. L'aver trovato una soluzione negoziata ha ottenuto il risultato senza provocare distruzioni e morti che qualsiasi azione militare avrebbe inevitabilmente portato con sé. E intanto anche dall'Iran arrivano segnali distensivi.