Medio Oriente

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Papa Francesco ha ricevuto il Re di Giordania, Abdullah II, e la Regina Rania. Nel corso dei cordiali colloqui sono stati passati in rassegna alcuni temi di comune interesse, soprattutto la promozione della pace e della stabilità nel Medio Oriente, con particolare riferimento alla ripresa dei negoziati tra Israeliani e Palestinesi e alla questione di Gerusalemme. Speciale attenzione è stata riservata alla tragica situazione in cui versa la Siria; al riguardo, è stato riaffermato che la via del dialogo e della negoziazione fra tutti i componenti della società siriana, con il sostegno della comunità internazionale, è l'unica opzione per porre fine al conflitto e alle violenze.

L'intervento militare a guida statunitense contro la Siria sarebbe «una sciagura. Sarebbe come far scoppiare un vulcano con un'esplosione destinata a travolgere l'Iraq, il Libano, la Palestina. E forse qualcuno vuole proprio questo». Così il Patriarca di Babilonia dei Caldei Louis Raphael I Sako esprime all'Agenzia Fides il suo allarme rispetto alla prospettiva di un attacco esterno ormai dato per imminente contro il regime di Assad.

Sempre più probabile un'azione militare contro la Siria. Il presidente del Cesi, Andrea Margelletti, mette in guardia dal rischio di un intervento armato «sprovvisto di una definita e chiara strategia politica» che «si tramuterebbe in un danno». Elogiata «la posizione italiana, tesa ad ampliare il più possibile le voci di dialogo e la diplomazia degli attori».

«Traumatizzato dal livello di miseria visto a Gaza. Tutta la Striscia continua a essere una prigione a cielo aperto, chiusa dal mare, dall'embargo di Israele e adesso anche dall'Egitto». Così padre Raed Abusahlia, Direttore generale di Caritas Jerusalem, commenta a Fides la situazione di Gaza al termine di una missione appena compiuta da una delegazione della Caritas locale.

Un appello «ai responsabili dei popoli e degli organismi internazionali, ai credenti di ogni religione e agli uomini e donne di buona volontà» perché «si ponga fine ad ogni dolore, ad ogni violenza, ad ogni discriminazione religiosa, culturale e sociale» è stato lanciato oggi da Papa Francesco nel corso dell'udienza ai superiori e collaboratori della Congregazione per le Chiese Orientali e ai membri delle Agenzie che compongono la Roaco (Riunione Opere Aiuto Chiese Orientali) che oggi ha chiuso la sua 86ª assemblea.

Pace per il Medio Oriente. È l'invocazione di Papa Francesco, che ha parlato tra l'altro della situazione della Siria e dei profughi, nel discorso ai partecipanti all'Assemblea dell'Opera di Aiuto alle Chiese orientali (Roaco), che si conclude in Vaticano. A noi credenti è chiesta la preghiera costante e fiduciosa perché il Signore conceda la sospirata pace, unita alla condivisione e alla solidarietà concreta. Si deve porre fine ad ogni dolore, ad ogni violenza, ad ogni discriminazione religiosa, culturale e sociale. Lo scontro che semina morte, ha chiesto il Papa, lasci spazio all'incontro e alla riconciliazione che porta vita.