Gaza

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Nessun permesso è stato concesso da Israele ai cristiani di Gaza per permettere loro di uscire dalla Striscia e recarsi a Gerusalemme per pregare durante le feste pasquali. A dichiararlo al Sir è Wadie Abunassar, responsabile per i media dei leader delle Chiese cristiane in Terra Santa. 

«Almeno 49 bambini sono stati uccisi al confine con Gaza e più di 6.000 sono rimasti feriti, di cui quasi la metà in modo grave, a un anno dall'inizio delle proteste per la Marcia del ritorno». Questa la denuncia di Save the Children che ha richiamato le parti in conflitto a garantire la protezione dei minori.

Fonti vicine alla Chiesa locale hanno ftato sapere al Sir che sono al momento cessati i bombardamenti, ma «la tensione è palpabile. Siamo in attesa di conoscere l'esito di un incontro del Gabinetto di sicurezza israeliano dal quale potrebbero uscire delle decisioni in merito a nuovi attacchi o, speriamo, ad un cessate il fuoco».

Il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton rispolvera dei versi di Ungaretti per spiegare il Natale. «È un dramma, non un cine-panettone». Un dramma che impegna l'uomo a lasciarsi illuminare dalla Luce e realizzare «il sogno di Dio» che è la salvezza dell'umanità

Sono 500 i permessi accordati dalle autorità israeliane ai cristiani palestinesi di Gaza per uscire dalla Striscia e recarsi per le feste di Natale a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. Ma di questi solo 200 sono stati effettivamente rilasciati. È quanto fonti della chiesa gazawa hanno dichiarato oggi al Sir.

«E' motivo di grande preoccupazione apprendere che sessanta palestinesi sono stati uccisi ieri e circa 3.000 feriti durante le proteste vicino alla recinzione al confine di Gaza con Israele. Queste perdite, o comunque la maggioranza di esse, potrebbero essere evitate se le forze israeliane usassero strumenti non letali». Lo affermano oggi le Chiese cattoliche della Terra Santa chiedendo a «tutte le parti coinvolte di evitare l'uso della violenza e trovare il modo di porre fine, il prima possibile, all'assedio imposto a circa due milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza».

Nella delegazione dei vescovi dell’«Holy land Coordination» (Hlc), il Coordinamento di Terra Santa, composto da presuli provenienti da Europa, Nord-America e Sud-Africa, anche l'arcivescovo Riccardo Fontana che ha spiegato al Sir il senso della visita in Terra santa dal 13 al 18 gennaio.

Si svolgerà dal 13 al 18 gennaio l’edizione 2018 dell’«Holy land Coordination» (Hlc), il Coordinamento di Terra Santa, costituito da vescovi provenienti da tutta l’Europa, dal Nord-America e dal Sud-Africa, istituito alla fine del ventesimo secolo su invito della Santa Sede con lo scopo di visitare e sostenere le comunità cristiane locali di Terra Santa.