Gaza

Ultimi contenuti per il percorso 'Gaza'

Sono 500 i permessi accordati dalle autorità israeliane ai cristiani palestinesi di Gaza per uscire dalla Striscia e recarsi per le feste di Natale a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. Ma di questi solo 200 sono stati effettivamente rilasciati. È quanto fonti della chiesa gazawa hanno dichiarato oggi al Sir.

«E' motivo di grande preoccupazione apprendere che sessanta palestinesi sono stati uccisi ieri e circa 3.000 feriti durante le proteste vicino alla recinzione al confine di Gaza con Israele. Queste perdite, o comunque la maggioranza di esse, potrebbero essere evitate se le forze israeliane usassero strumenti non letali». Lo affermano oggi le Chiese cattoliche della Terra Santa chiedendo a «tutte le parti coinvolte di evitare l'uso della violenza e trovare il modo di porre fine, il prima possibile, all'assedio imposto a circa due milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza».

Nella delegazione dei vescovi dell’«Holy land Coordination» (Hlc), il Coordinamento di Terra Santa, composto da presuli provenienti da Europa, Nord-America e Sud-Africa, anche l'arcivescovo Riccardo Fontana che ha spiegato al Sir il senso della visita in Terra santa dal 13 al 18 gennaio.

Si svolgerà dal 13 al 18 gennaio l’edizione 2018 dell’«Holy land Coordination» (Hlc), il Coordinamento di Terra Santa, costituito da vescovi provenienti da tutta l’Europa, dal Nord-America e dal Sud-Africa, istituito alla fine del ventesimo secolo su invito della Santa Sede con lo scopo di visitare e sostenere le comunità cristiane locali di Terra Santa.

Sarebbero oltre 600 i permessi concessi da Israele ai cristiani di Gaza per le festività natalizie. A confermare la notizia al Sir è monsignor William Shomali, vicario patriarcale per Gerusalemme, che cita i più alti funzionari di esercito e polizia israeliani che proprio nei giorni scorsi si sono recati al Patriarcato latino di Gerusalemme per gli auguri di Natale.

Sono trascorsi dodici mesi dal conflitto tra Israele e gruppi armati palestinesi. «In questo tempo - spiega padre Raed Abusahlia, direttore di Caritas Jerusalem - non è cambiato nulla a Gaza. Quartieri interi distrutti. Ci vorranno almeno 5 anni per rimettere in sesto quello che è stato distrutto in 51 giorni... Serve aiuto soprattutto ai più piccoli». La denuncia: «Dei 5 miliardi di dollari promessi dai Paesi donatori non si è visto nulla».