Gaza

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Nella delegazione dei vescovi dell’«Holy land Coordination» (Hlc), il Coordinamento di Terra Santa, composto da presuli provenienti da Europa, Nord-America e Sud-Africa, anche l'arcivescovo Riccardo Fontana che ha spiegato al Sir il senso della visita in Terra santa dal 13 al 18 gennaio.

Si svolgerà dal 13 al 18 gennaio l’edizione 2018 dell’«Holy land Coordination» (Hlc), il Coordinamento di Terra Santa, costituito da vescovi provenienti da tutta l’Europa, dal Nord-America e dal Sud-Africa, istituito alla fine del ventesimo secolo su invito della Santa Sede con lo scopo di visitare e sostenere le comunità cristiane locali di Terra Santa.

Sarebbero oltre 600 i permessi concessi da Israele ai cristiani di Gaza per le festività natalizie. A confermare la notizia al Sir è monsignor William Shomali, vicario patriarcale per Gerusalemme, che cita i più alti funzionari di esercito e polizia israeliani che proprio nei giorni scorsi si sono recati al Patriarcato latino di Gerusalemme per gli auguri di Natale.

Sono trascorsi dodici mesi dal conflitto tra Israele e gruppi armati palestinesi. «In questo tempo - spiega padre Raed Abusahlia, direttore di Caritas Jerusalem - non è cambiato nulla a Gaza. Quartieri interi distrutti. Ci vorranno almeno 5 anni per rimettere in sesto quello che è stato distrutto in 51 giorni... Serve aiuto soprattutto ai più piccoli». La denuncia: «Dei 5 miliardi di dollari promessi dai Paesi donatori non si è visto nulla».

In un rapporto pubblicato oggi, «Illegali e mortali: attacchi con razzi e mortai dei gruppi armati palestinesi durante il conflitto di Gaza e Israele del 2014», Amnesty International accusa i gruppi armati palestinesi di aver mostrato «un flagrante disprezzo per la vita dei civili lanciando ripetutamente attacchi indiscriminati con razzi e mortai contro le zone residenziali israeliane».