Gaza

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Giunta al settimo giorno, l'operazione «Protection Edge» (confine protettivo) lanciata da Israele per fermare il lancio di razzi da parte dei miliziani di Hamas, fa segnare un nuovo tragico bilancio. Secondo Caritas Jerusalem, alle ore 9 di oggi, 14 luglio, i morti sarebbero 171, 1.200 i feriti, 230 dei quali bambini e 270 donne.

«Traumatizzato dal livello di miseria visto a Gaza. Tutta la Striscia continua a essere una prigione a cielo aperto, chiusa dal mare, dall'embargo di Israele e adesso anche dall'Egitto». Così padre Raed Abusahlia, Direttore generale di Caritas Jerusalem, commenta a Fides la situazione di Gaza al termine di una missione appena compiuta da una delegazione della Caritas locale.

«È giunto il momento che i Parlamenti, le istituzioni educative e tutto il mondo dell‘istruzione alzino la voce su quello che potrebbe accadere presto a Gaza, facendosi ascoltare anche dai leader politici palestinesi: le nostre scuole sarebbero messe in crisi dalle nuove misure disposte da chi esercita il potere politico nella Striscia». Così padre Faysal Hijazin, responsabile delle scuole del Patriarcato latino di Gerusalemme chiama alla mobilitazione internazionale il mondo dell‘istruzione a difesa delle 5 scuole cristiane operanti nella Striscia di Gaza, che rischiano di essere pesantemente penalizzate da recenti provvedimenti del governo egemonizzato dagli islamisti di Hamas.

Gerusalemme - Scuole cattoliche a rischio a Gaza. Tre giorni fa nel corso di una riunione, il Governo della Striscia, a guida di Hamas, ha chiesto al patriarcato latino di Gerusalemme che nelle sue tre scuole, frequentate da oltre 5mila studenti in larghissima maggioranza musulmani, vengano tenuti separati studenti e studentesse. A raccontarlo a un gruppo di testate giornalistiche italiane, tra cui il Sir, è il vescovo ausiliare di Gerusalemme e vicario patriarcale per la Palestina, monsignor William Shomali.