Gaza

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La tregua di cinque ore – dalle 10 alle 15 ora locale - proclamata anche per consentire l'ingresso di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza dovrebbe consentire anche l'evacuazione dalla zona di alcune centinaia di persone. Tra gli altri, si preparano a lasciare la Striscia anche le tre suore dell'Istituto del Verbo Incarnato - tutte straniere - che operano presso la parrocchia cattolica dedicata alla Sacra Famiglia.

Al rischio delle bombe, comune a tutti i palestinesi, si aggiunge il timore di rimanere schiacciati sotto il peso delle ritorsioni dei militanti integralisti, come sta già accadendo in Siria e Iraq. La drammatica testimonianza di padre Jorge Hernandez, parroco della comunità latina di Gaza: «Hamas molto più armata e preparata rispetto al passato». Subito chiuso lo spiraglio per un cessate il fuoco.

«Speravamo in una tregua per tornare alla calma ma di fatto non c'è stata. Dopo più di un'ora dal suo inizio (le 9 ora locale) qui dalla Striscia sono partiti di nuovo dei missili». E' quanto dichiara al Sir padre Jorge Hernandez, parroco della parrocchia latina di Gaza, commentando il fallimento della tregua tra Esercito israeliano e Hamas.

Giunta al settimo giorno, l'operazione «Protection Edge» (confine protettivo) lanciata da Israele per fermare il lancio di razzi da parte dei miliziani di Hamas, fa segnare un nuovo tragico bilancio. Secondo Caritas Jerusalem, alle ore 9 di oggi, 14 luglio, i morti sarebbero 171, 1.200 i feriti, 230 dei quali bambini e 270 donne.

«Traumatizzato dal livello di miseria visto a Gaza. Tutta la Striscia continua a essere una prigione a cielo aperto, chiusa dal mare, dall'embargo di Israele e adesso anche dall'Egitto». Così padre Raed Abusahlia, Direttore generale di Caritas Jerusalem, commenta a Fides la situazione di Gaza al termine di una missione appena compiuta da una delegazione della Caritas locale.

«È giunto il momento che i Parlamenti, le istituzioni educative e tutto il mondo dell‘istruzione alzino la voce su quello che potrebbe accadere presto a Gaza, facendosi ascoltare anche dai leader politici palestinesi: le nostre scuole sarebbero messe in crisi dalle nuove misure disposte da chi esercita il potere politico nella Striscia». Così padre Faysal Hijazin, responsabile delle scuole del Patriarcato latino di Gerusalemme chiama alla mobilitazione internazionale il mondo dell‘istruzione a difesa delle 5 scuole cristiane operanti nella Striscia di Gaza, che rischiano di essere pesantemente penalizzate da recenti provvedimenti del governo egemonizzato dagli islamisti di Hamas.