Gerusalemme

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“L’uomo, da solo, non può accogliere il dono di Dio, perché il dono è così grande, così pesante che richiede una più grande misura di cuore. C’è un ‘troppo’, un di più di vita che il Signore vuole donarci, ma che noi, da soli, non possiamo accogliere”. È questo, per il patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, “il grande dramma dell’uomo”. Il tema è affrontato nella meditazione settimanale al Vangelo – questa settimana la Pentecoste – diffusa sul sito del Patriarcato. 

La Chiesa che è in Italia si unisce alla veglia di preghiera che si tiene a Gerusalemme oggi alle ore 17. Questa iniziativa, alla vigilia della solennità di Pentecoste, è stata organizzata dall’Assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa, con la collaborazione dell’Unione delle religiose e del Comitato episcopale dei religiosi. 

“Gerusalemme è il cuore del problema e questa volta è stata la scintilla che ha incendiato il Paese. Questa crisi indica che questa metodologia non funziona e che nessuna soluzione su Gerusalemme potrà essere imposta. La soluzione potrà solo essere frutto del dialogo tra israeliani e palestinesi, che dovranno entrambi fare propria la vocazione aperta, multireligiosa e multiculturale della città”.

La violenza delle squadracce usata come strumento politico, l'assenza della comunità internazionale e, soprattutto, i rifornimenti di armi che non conoscono embargo, mentre medicinali, vaccini e generi di prima necessità faticano ad arrivare: il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, interviene sulla crisi che sta sconvolgendo Israele e Palestina, mietendo morti ovunque.

Da Gerusalemme, la testimonianza del patriarca latino Pierbattista Pizzaballa: "assistiamo ad una violenza cieca e mai vista prima, siamo quasi sull'orlo di una guerra civile". L'indice del patriarca puntato contro "la politica di disprezzo portata avanti dalle formazioni estremiste di destra. Il disprezzo è sempre l'anticamera della violenza”. Famiglie cristiane aggredite

“Le restrizioni imposte a causa della pandemia di Covid-19 rendono impossibile a Gerusalemme la tradizionale celebrazione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2021. Pertanto, nella speranza che la situazione migliori, la celebrazione è stata rinviata a maggio nel periodo di Pentecoste”.