Israele

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Il voto di ieri in Israele ha sancito la vittoria del premier uscente Benyamin Netanyahu, che si riconferma così per la quinta volta, la quarta consecutiva, alla guida del Paese. Il commento ai risultati di Janiki Cingoli, presidente del Cipmo, il Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente.

Fonti vicine alla Chiesa locale hanno ftato sapere al Sir che sono al momento cessati i bombardamenti, ma «la tensione è palpabile. Siamo in attesa di conoscere l'esito di un incontro del Gabinetto di sicurezza israeliano dal quale potrebbero uscire delle decisioni in merito a nuovi attacchi o, speriamo, ad un cessate il fuoco».

(Haifa) «Il conflitto, i rifugiati e i profughi, il tema del diritto e dell’autodeterminazione sono questioni storiche, antiche e mai risolte. Finché non si troveranno delle soluzioni queste resteranno delle radici malate destinate a segnare ancora per molto la vita di questa terra». Lo ha detto al Sir mons. Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto, rappresentante della Conferenza episcopale italiana all’Holy Land Coordination (Hlc) 2019, che oggi ha chiuso ad Haifa il suo pellegrinaggio annuale di solidarietà.

(Haifa) Si è aperto con la recita della preghiera semplice di san Francesco, «Signore, fa di me uno strumento della tua pace» l'incontro interreligioso che ha visto i vescovi dell'Holy Land Coordination (Usa, Canada, Ue e Sud Africa) riunirsi oggi ad Haifa insieme a leader religiosi islamici, ebraici, drusi e bahai.

Sono 500 i permessi accordati dalle autorità israeliane ai cristiani palestinesi di Gaza per uscire dalla Striscia e recarsi per le feste di Natale a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. Ma di questi solo 200 sono stati effettivamente rilasciati. È quanto fonti della chiesa gazawa hanno dichiarato oggi al Sir.

Mentre nella Striscia di Gaza si combatte l'ennesimo scontro a colpi di razzi e di bombe tra Esercito israeliano e miliziani di Hamas, dalle minuscole comunità cattoliche di Gaza e di Beer Sheva (Israele), tutte e due sotto attacco, arriva una testimonianza di pace e di preghiera: «Non è una questione che si risolve con le armi. Ci sono persone che soffrono da ambo le parti, madri palestinesi e israeliane che piangono con i loro figli. Le lacrime non conoscono nazionalità. Preghiamo per loro e per i nostri governanti»