Israele

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«Condanna di ogni forma di violenza, ogni uso cinico di vite umane e di violenza sproporzionata», una veglia di preghiera per la pace e una giornata di digiuno: così il Patriarcato Latino di Gerusalemmme risponde alla «ennesima esplosione di odio e violenza, che sta insanguinando ancora una volta la Terra Santa».

«Sono in Terra Santa da 30 anni e non ho mai visto cose del genere, mai tanta rabbia da parte dei palestinesi. Si muore a Gaza, scontri sono in corso a Jenin, Ramallah, Hebron, Betlemme e in altre città della Cisgiordania. Il bilancio delle vittime si aggiorna in continuazione. E domani si teme sarà peggio». A parlare al telefono al Sir, da Gerusalemme, è padre Ibrahim Faltas, direttore delle scuole francescane nella Città santa e responsabile per la Custodia di Terra Santa dei rapporti con Israele e palestinesi.

Lo Yad Vashem, il sacrario della Memoria di Gerusalemme, che già aveva dichiarato il nostro Gino Bartali «Giusto tra le nazioni» gli ha conferito ora la «Cittadinanza d’Israele». E da Gerusalemme da simbolicamente partirà il Giro d’Italia, con l’unico rammarico che non tocchi Gerusalemme Est, la parte palestinese della Città Santa. 

Dal 15 al 22 marzo un gruppo di pellegrini toscani dell'Associazione «Insieme per la Terrasanta» è in Israele. Si tratta di un pellegrinaggio nel nome di mons. Alberto Gori, il francescano aglianese che fra il 1937 e il 1970 fu Custode e Patriarca latino in Terrasanta. Ecco il diario che giornalmente ha curato il nostro collaboratore Mauro Banchini.

«Contrastare ogni forma di discriminazione sulla base della religione» e salvaguardare lo Status Quo». Lo auspicano i presidenti di Ccee e Keh in una lettera indirizzata ai leder cristiani che nei giorni scorsi avevano firmato una dichiarazione congiunta per protestare contro alcune decisioni delle autorità israeliane.

«Dopo questo comunicato del Primo Ministro dobbiamo concordare con Theophilos III, patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme, e Nourhan Manougian, patriarca armeno, una risposta comune che arriverà nelle prossime ore. Stiamo lavorando. Si tratta di una notizia positiva che apprezziamo molto». Lo ha detto al Sir padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa, commentando la decisione del governo di Benjamin Netanyahu di sospendere «le misure fiscali e legislative che penalizzano le Chiese».

Porte chiuse da domenica 25 febbraio a tempo indefinito al Santo Sepolcro a Gerusalemme: è quanto stabilito dalle tre Chiese responsabili della basilica, il Patriarcato greco-ortodosso, la Custodia di Terra Santa e il Patriarcato armeno, per rispondere al Comune di Gerusalemme che ha deciso di reclamare dalle Chiese (e non solo) il versamento delle tasse comunali (Church lands bill), conosciute come Arnona, sugli immobili non adibiti al culto.