Libano

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Prosegue in Libano la campagna di solidarietà “Blue bricks for hope”, ideata e realizzata dai caschi blu italiani del Sector west di Unifil, grazie alla quale negli scorsi giorni è stato consegnato del materiale sportivo ad alcune piccole realtà calcistiche che si trovano nel sud del Paese dei cedri, area di responsabilità del contingente italiano.

“Dall’inizio del mese abbiamo ricevuto oltre 10.000 richieste di assistenza ogni settimana. Si tratta di un aumento del 60% rispetto ai due mesi precedenti. Le persone ci dicono che non possono permettersi il latte per i bambini né più di un pasto al giorno. Quello a cui stiamo assistendo in Libano è una complessa crisi umanitaria che peggiora di giorno in giorno”. Questa la denuncia di Jennifer Moorehead, direttore di Save the Children in Libano.

I militari italiani impiegati nella missione Unifil delle Nazioni Unite schierata nel Libano meridionale, dopo la prima esperienza positiva a Tiro, hanno organizzato un nuovo corso di Stress management ad Al Bazuriyah, nella sede di “Amel”, un’associazione senza scopo di lucro che dal 1979 opera sul territorio con 24 centri e 6 unità mobili per offrire servizi medici e psico-sociali alle fasce più vulnerabili della società libanese. 

“Signore, crediamo che vigili sulla tua parola per realizzarla e vi speriamo contro ogni speranza o disgrazia. Ti ringraziamo per il tuo amore che si è espresso tramite la solidarietà di molti. Ti affidiamo il Libano, con il suo popolo, le sue guide religiose e politiche ed i suoi giovani, affinché realizzi la sua vocazione di ‘Messaggio di pace e fraternità’ alla quale l’hai chiamato”. È questa la preghiera di Papa Francesco letta dal Segretario di Stato Vaticano, card. Pietro Parolin, oggi pomeriggio al porto di Beirut, sul luogo dell’esplosione del 4 agosto scorso. 

Oggi, 4 settembre, a un mese esatto dall’esplosione al porto di Beirut, Giornata di digiuno e preghiera per il Libano dove ieri è giunto il Segretario di Stato vaticano il card. Pietro Parolin, inviato di Papa Francesco per l’occasione. Oggi è prevista una visita al luogo dell’esplosione, al porto di Beirut, per pregare per tutte le vittime. Sulla situazione in Libano intervista al card. Béchara Boutros Rai, patriarca d’Antiochia e di tutto l’Oriente, presidente dell’Assemblea dei patriarchi e vescovi cattolici del Libano

<<La catastrofe di martedì scorso chiama tutti, a partire dai libanesi, a collaborare per il bene di questo amato Paese. Il Libano ha un’identità peculiare, frutto dell’incontro di varie culture, emersa nel corso del tempo come un modello del vivere insieme. Certo, questa convivenza ora è molto fragile, lo sappiamo, ma prego perché, con l’aiuto di Dio e la leale partecipazione di tutti, essa possa rinascere libera e forte>>.

È padre Marwan Moawad, parroco di S. Maroun - Bouchrieh, il sacerdote ripreso nel video choc che lo riprende durante le due esplosioni mentre celebrava la Messa. Raggiunto telefonicamente dal Sir, lancia un appello all’Italia: “Abbiamo bisogno di voi, del vostro aiuto, della vostra preghiera. Abbiamo bisogno di tutto il vostro supporto per rimanere in Libano e non lasciare questa terra. Dopo queste due esplosioni, la vita diventerà difficilissima, molto più di quanto non lo fosse prima"