Libano

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Dopo le dimissioni improvvise del primo ministro Saad Hariri, la prima urgenza è quella di vigilare per far fronte a «qualsiasi trama o intento di sabotaggio intesi a minare la stabilità del Libano». Con queste parole il patriarca maronita, cardinale Bechara Boutros Rai, ha deplorato la decisione del premier libanese di annunciare le proprie dimissioni mentre era in trasferta in Arabia Saudita, mettendo in guardia dagli effetti destabilizzanti che tale scelta potrebbe avere sui fragili equilibri nazionali.

«Viva l’Italia». È un grido di gioia quello che questa mattina hanno lanciato i bambini arrivando dal Libano all’aeroporto di Fiumicino con un volo Alitalia. Sono giunti nel nostro Paese grazie al progetto dei corridoi umanitari promosso da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e Tavola Valdese.

Accolti stamani a Fiumicino 68 profughi siriani giunti in Italia dal Libano grazie ai corridoi umanitari promossi da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle chiese evangeliche in Italia e Tavola valdese. Domani sono previsti altri 57 arrivi per un totale di 125 persone.

La situazione in Siria, “con particolare attenzione agli sforzi internazionali per una soluzione politica al conflitto”, l’accoglienza che il Libano presta ai numerosi profughi, così come pure la questione dei cristiani in Medio Oriente. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro tra Papa Francesco e il presidente della Repubblica del Libano. Nel corso dell’udienza, ha riferito la Sala Stampa Vaticana, ci si è poi “soffermati sulle buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e il Libano, sottolineando il ruolo storico ed istituzionale della Chiesa nella vita del Paese.

«Avete alle spalle momenti di grandissime difficoltà. Ma ora vi trovate qui e avete davanti a voi un percorso positivo di integrazione e di cura dei vostri figli. Siate i benvenuti». Con queste parole Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio,  ha accolto questa mattina all’aeroporto di Fiumicino altri 50 profughi provenienti dal Libano grazie ai corridoi umanitari.

«Un ulteriore sviluppo di progetti comuni volti a sostenere i fratelli e le sorelle in difficoltà» in Siria e Libano è il frutto della visita che una delegazione ecumenica delle Chiese russe in Medio Oriente. Lo spiega una nota pubblicata dal Dipartimento per le relazioni ecumeniche della Chiesa ortodossa russa, sottolineando la continuità del viaggio (6-7 aprile) con le decisioni prese all’Avana dal patriarca Kirill e Papa Francesco, nel febbraio scorso.