Libano

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Rifugiati cristiani iracheni e siriani, in fuga dalla guerra, con il sogno americano nel cuore. Sono infatti gli Usa, con Canada e Australia le destinazioni più ambite dai cristiani che rifugiati in Giordania e Libano attendono il rilascio del visto per emigrare. Un esodo lento ma inarrestabile che non contempla l'Europa dove, dicono, «c'è crisi e manca il lavoro».

Chiese che diventano presepi viventi, piene di fedeli che pure nella difficoltà del momento si ritrovano ai piedi della mangiatoia per pregare Gesù, principe della pace. Non si tratta di una rappresentazione e nemmeno di 'pastorelli' come tradizione recita, ma poveri, sfollati, rifugiati, malati, persone private della loro casa, costrette a fuggire dai Paesi di origine, Iraq e Siria in primis, per scampare alla violenza della guerra e dello Stato Islamico.

«Un atto esecrabile, un crimine contro l’umanità»: con queste parole Mohammad Sammak, sunnita, consigliere politico del Gran Mufti del Libano e segretario generale del Comitato libanese islamo-cristiano per il dialogo, commenta l’attentato kamikaze di ieri nel quartiere di Beirut controllato dagli sciiti di Hezbollah che ha provocato almeno 43 morti e oltre 240 feriti.

Un appello alla comunità internazionale affinché sostenga «la radicata presenza storica» di tutte le comunità etniche e religiose del Medio Oriente. È qui, infatti, che le religioni del mondo sono nate, incluso il Cristianesimo. Oggi queste sono minacciate dallo Stato Islamico (Daesh), da Al Qaeda e dai vari gruppi terroristici affiliati» con il rischio di «scomparsa completa per i cristiani».

Papa Francesco ha ricevuto Michel Sleiman, Presidente della Repubblica del Libano. Nel corso dei colloqui si è parlato della situazione nel Paese, sottolineando l'importanza del dialogo e della collaborazione tra le diversità comunità etniche e religiose che compongono la società. Sono stati espressi i migliori voti per la formazione del nuovo governo. Ci si è soffermati sulla situazione siriana. Particolare preoccupazione desta l'ingente numero di profughi che hanno cercato rifugio in Libano e nei paesi vicini e per i quali si è invocata una maggiore assistenza umanitaria, con il sostegno della Comunità internazionale. Si è parlato anche della situazione dei cristiani in Terra Santa.