Palestina

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“Ringrazio Dio per la decisione di fermare gli scontri armati e auspico che si percorrano le vie del dialogo e della pace”. Così il Papa si è rivolto agli ambasciatori di Singapore, Zimbabwe, Bangladesh, Algeria, Sri Lanka, Barbados, Svezia, Finlandia e Nepal presso la Santa Sede, ricevuti in udienza in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali. 

“Gerusalemme è il cuore del problema e questa volta è stata la scintilla che ha incendiato il Paese. Questa crisi indica che questa metodologia non funziona e che nessuna soluzione su Gerusalemme potrà essere imposta. La soluzione potrà solo essere frutto del dialogo tra israeliani e palestinesi, che dovranno entrambi fare propria la vocazione aperta, multireligiosa e multiculturale della città”.

Un invito "a praticare con coraggio la via del dialogo e rispetto dei diritti per la ricerca di una pace duratura fra palestinesi e israeliani". È l'appello che viene dalla  “Scuola fiorentina di alta formazione per il dialogo interreligioso e interculturale”, firmato dai componenti della Presidenza: Don Alessandro Clemenzia, Rav Joseph Levi, Imam Izzeddin Elzir. Ecco, di seguito, il testo integrale del messaggio.

Da Gerusalemme, la testimonianza del patriarca latino Pierbattista Pizzaballa: "assistiamo ad una violenza cieca e mai vista prima, siamo quasi sull'orlo di una guerra civile". L'indice del patriarca puntato contro "la politica di disprezzo portata avanti dalle formazioni estremiste di destra. Il disprezzo è sempre l'anticamera della violenza”. Famiglie cristiane aggredite

“Secondo le notizie che ci arrivano, almeno 14 bambini nello Stato di Palestina e 1 bambino in Israele sarebbero stati uccisi da lunedì. Altri 95 bambini a Gaza e in Cisgiordania – compresa Gerusalemme Est – e 3 bambini in Israele sarebbero stati feriti negli ultimi cinque giorni”. Lo dichiara il Direttore generale dell’Unicef, Henrietta Fore.

Nel 2020, più di 840 strutture sono state demolite o sequestrate dalle autorità israeliane in Cisgiordania, costringendo almeno 518 bambini e le loro famiglie a lasciare le loro case. La denuncia viene da Save the Children che parla del trascorso anno come del “peggiore dal 2016” per i minori palestinesi sfollati in Cisgiordania.