Siria

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«Non è più possibile sostenere che i conflitti in Libia o in Siria non ci riguardano. Si tratta di un errore clamoroso e dalle conseguenze potenzialmente catastrofiche». Non ha usato mezzi termini il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, per spiegare il ruolo cruciale che svolge il Mediterraneo nell’attuale assetto geopoplitico. «Il Mediterraneo rappresenta la culla di una civiltà in cui il cristianesimo è senza dubbio tra i soci fondatori», ha detto introducendo con la sua prolusione un incontro svoltosi a Campobasso in preparazione all’evento di Bari, in programma dal 19 al 23 febbraio.

«L’Isis starebbe pianificando attentati con autobomba per colpire le chiese cristiane durante le messe di Natale«: a denunciarlo, in una intervista al Sir, è il vicario episcopale della comunità armeno-cattolica dell’Alta Mesopotamia e della Siria del Nord, padre Antonio Ayvazian.

«Siamo sotto shock e addolorati per la notizia secondo cui 8 bambini sarebbero stati uccisi e altri 8 feriti a causa di attacchi alla città di Tal Rifaat, a nord di Aleppo. Tutti avevano meno di 15 anni». È la denuncia di Ted Chaiban, direttore regionale dell'Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa, diffusa poco fa dall'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite.

Sono arrivati ieri mattina all'aeroporto di Fiumicino 113 profughi siriani dal Libano. Sono entrati grazie al progetto totalmente autofinanziato dalla raccolta fondi di Sant'Egidio e dall'8 per mille delle Chiese valdese e metodiste, con la partecipazione dell'Unione buddista europea. Tra i nuovi arrivi c'erano decine di bambini, famiglie intere, ragazzi con disabilità

«In meno di due settimane, almeno 80.000 bambini sono stati costretti a lasciare le proprie case a causa dell'ultima ondata di violenza nel nordest della Siria». Lo denuncia oggi l'Unicef, in una nota nella quale, sottolinea che «allo stesso tempo, circa 4.000 bambini sono fuggiti dalle violenze in Iraq, attraversando il confine siriano nella regione del Kurdistan iracheno a Sahela e Al-Waleed; adesso sono al campo di Bardarash a Dohuk, nel nord dell'Iraq».