Siria

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(Libano) «Un Paese di quattro milioni di persone accoglie più di un milione e mezzo di profughi, è una generosità enorme. Desideriamo tutti un rientro organizzato di questi siriani nella loro terra, in particolare dei cristiani perché il patrimonio cristiano in Siria non solo viene dai primi secoli ma è importante per l'equilibrio tra le fedi». Lo dice il nunzio apostolico in Libano, mons. Joshep Spiteri, in occasione di un incontro con un gruppo di giornalisti italiani organizzato da Opera Romana Pellegrinaggi e governo libanese, a Beirut.

«Oltre 500.000 morti, 83% della popolazione in condizione di povertà, quasi 6 milioni di rifugiati e più di 6 milioni di sfollati interni. 11.700.000 di persone in bisogno di assistenza umanitaria, di cui 5 milioni di bambini, 13.200.000 quelle bisognose di assistenza medica, circa 9 milioni di persone non hanno cibo a sufficienza per vivere»: sono alcuni dei numeri che emergono dal Dossier che Caritas Italiana dedica alla Siria e diffuso oggi, 15 marzo, a otto anni dall'inizio del conflitto. 

La crisi siriana approda per la terza volta a Bruxelles, dove si tengono due giorni di conferenza internazionale, organizzata da Unione europea e Nazioni Unite. La conferenza si conclude oggi. «Rischiamo di entrare in una zona no guerra, no pace», che non costituisce una base solida, perché i siriani si sentano a casa nel loro Paese e perché il Paese esca dalla crisi», dichiara Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera e di sicurezza.

«Solo nel 2018, in Siria, 1.106 bambini sono stati uccisi nei combattimenti, il più alto numero di bambini uccisi in un solo anno dall'inizio della guerra. Questi sono solo i numeri che l'Onu è stato in grado di verificare, ma le cifre reali sono probabilmente molto più alte». È quanto dichiara oggi Henrietta Fore, direttore generale dell'Unicef, alla vigilia della conferenza dei donatori a Bruxelles.

Una delegazione dell’Ospedale pediatrico di Firenze e delle Fondazioni «Il Cuore si scioglie» e «Giovanni Paolo II» ha visitato il Paese che sta cercando di rialzarsi dopo la lunga guerra civile. Un grande progetto sanitario, sia per coloro che soffrono nella carne, sia per coloro che sono stati feriti nella mente e che hanno trascorso i sei anni di guerra nascosti sotto il letto, senza poter uscire di casa, giocare, andare a scuola, frequentare compagni e amici.

Commentando la notizia secondo cui padre Paolo Dall'Oglio,il gesuita sequestrato il 29 luglio 2013 a Dacca, sarebbe ancora nelle mani dell'Isis, il direttore ad interim della Sala Stampa vaticana ha ricordato che il Papa ha incontrato nei giorni scorsi i familiari e che si continua ancora a pregare perché il gesuita sia vivo.

Papa Francesco nel discorso che ha rivolto quest’anno al Corpo diplomatico si è soffermato soprattutto sull'importanza della collaborazione fra le nazioni e della diplomazia multilaterale, che oggi rischia invece di essere indebolita dal riemergere di tendenze nazionalistiche. Bisogna cercare il bene di tutti i popoli, anche accettando «gli inevitabili compromessi», perché altrimenti si assiste alla sopraffazione del più forte sul più debole e i problemi si aggravano.