Siria

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La crisi siriana approda per la terza volta a Bruxelles, dove si tengono due giorni di conferenza internazionale, organizzata da Unione europea e Nazioni Unite. La conferenza si conclude oggi. «Rischiamo di entrare in una zona no guerra, no pace», che non costituisce una base solida, perché i siriani si sentano a casa nel loro Paese e perché il Paese esca dalla crisi», dichiara Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera e di sicurezza.

«Solo nel 2018, in Siria, 1.106 bambini sono stati uccisi nei combattimenti, il più alto numero di bambini uccisi in un solo anno dall'inizio della guerra. Questi sono solo i numeri che l'Onu è stato in grado di verificare, ma le cifre reali sono probabilmente molto più alte». È quanto dichiara oggi Henrietta Fore, direttore generale dell'Unicef, alla vigilia della conferenza dei donatori a Bruxelles.

Una delegazione dell’Ospedale pediatrico di Firenze e delle Fondazioni «Il Cuore si scioglie» e «Giovanni Paolo II» ha visitato il Paese che sta cercando di rialzarsi dopo la lunga guerra civile. Un grande progetto sanitario, sia per coloro che soffrono nella carne, sia per coloro che sono stati feriti nella mente e che hanno trascorso i sei anni di guerra nascosti sotto il letto, senza poter uscire di casa, giocare, andare a scuola, frequentare compagni e amici.

Commentando la notizia secondo cui padre Paolo Dall'Oglio,il gesuita sequestrato il 29 luglio 2013 a Dacca, sarebbe ancora nelle mani dell'Isis, il direttore ad interim della Sala Stampa vaticana ha ricordato che il Papa ha incontrato nei giorni scorsi i familiari e che si continua ancora a pregare perché il gesuita sia vivo.

Papa Francesco nel discorso che ha rivolto quest’anno al Corpo diplomatico si è soffermato soprattutto sull'importanza della collaborazione fra le nazioni e della diplomazia multilaterale, che oggi rischia invece di essere indebolita dal riemergere di tendenze nazionalistiche. Bisogna cercare il bene di tutti i popoli, anche accettando «gli inevitabili compromessi», perché altrimenti si assiste alla sopraffazione del più forte sul più debole e i problemi si aggravano.

E’ un augurio di fraternità per il mondo quello che il Papa ha rivolto stamani nel tradizionale Messaggio natalizio al termine del quale ha impartito la Benedizione  «Urbi et Orbi». Francesco ha ricordato diversi Paesi del mondo, bisognosi di pace e riconciliazione, e ha rivolto un pensiero particolare ai cristiani che festeggiano il Natale in contesti ostili, auspicando che tutte le minoranze possano veder riconosciuta la libertà religiosa.

Il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton rispolvera dei versi di Ungaretti per spiegare il Natale. «È un dramma, non un cine-panettone». Un dramma che impegna l'uomo a lasciarsi illuminare dalla Luce e realizzare «il sogno di Dio» che è la salvezza dell'umanità