Siria

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I francescani sono rimasti ad Aleppo durante i cinque lunghi anni di guerra, senza luce, senza acqua, con il cibo razionato, con  i missili, le bombe, le stragi quotidiane. Non hanno lasciato i cristiani soli, non hanno voluto lasciare i conventi e oggi aiutano la città a rinascere. La Toscana, con la Fondazione «Giovanni Paolo II» e «Il Cuore si scoglie», si sta mobilitando con progetti concreti a sostegno dei più piccoli.  

Tra il 2015 e il 2017 la situazione dei cristiani è peggiorata a causa di violenze e oppressione così come le negazioni alla libertà di fede sono diventate più efferate. È quanto emerge dal rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) sulla persecuzione anticristiana «Perseguitati e dimenticati. Rapporto sui cristiani oppressi in ragione della loro fede tra il 2015 e il 2017», presentato oggi a Milano.

Supporto al sistema sanitario della Siria per migliorare l’assistenza specialistica per bambini e adolescenti: è l’obiettivo dell’accordo di collaborazione tra l’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms) e l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù che è stato firmato oggi nella sede del Gianicolo del nosocomio romano dalla presidente Mariella Enoc e da Elizabeth Hoff, rappresentante dell’Oms in Siria.

«I cristiani restano il gruppo religioso più perseguitato al mondo». Lo ha detto monsignor Paul Richard Gallagher, segretario della Santa Sede per le relazioni con gli Stati, durante un incontro a margine della 72ma assemblea generale delle Nazioni Unite. Nel solo 2016 la Santa Sede ha fornito aiuti umanitari alla Siria per 200 milioni di dollari.

«Superare le divisioni e perdonare»: è questa la strada «giusta» da percorrere per la rinascita della Siria. Ad indicarla è stato mons. Georges Abou Khazen, arcivescovo latino di Aleppo, che ieri sera ha portato la sua testimonianza all’incontro pubblico «Aleppo, torna a vivere la speranza», promosso dalla comunità parrocchiale della Collegiata, a Lugo di Romagna (Ravenna).

L'appello per la pace in Medio Oriente e per la liberazione dei vescovi Youhanna Ibrahim e Paul Yazigi e degli altri sacerdoti presi in ostaggio da più di quattro anni. E ancora una condanna forte per la tragedia che si sta consumando in Myanmar contro la popolazione musulmana dei Rohingya. E infine la richiesta all'Europa di favorire «vie di accesso legali e sicure» e un maggiore impegno a «combattere i trafficanti di esseri umani». Entra subito nel vivo dei problemi l'incontro internazionale «Strade di pace» promosso dalla Comunità di sant'Egidio a Münster, nello Spirito di Assisi