Terrasanta

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«L'identità e la vocazione peculiare di Gerusalemme, Città Santa va preservata al di là delle varie tensioni e dispute politiche, la presenza dei cristiani, benché piccolo gregge, attinge dallo Spirito la forza per la missione di testimonianza, oggi più urgente che mai». Lo ha ribadito oggi Papa Francesco durante l'udienza concessa ai partecipanti alla Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali (Roaco) in occasione della 91ª Assemblea plenaria che quest'anno coincide con il 50° di fondazione della Roaco.

In una lettera indirizzata oggi al premier Benjamin Netanyahu, i tre leader cristiani, responsabili dello Statu Quo dei santuari della Terra Santa definiscono «Un attacco sistematico e senza precedenti contro i cristiani di Terra Santa» il disegno di legge israeliano che mira alla confisca di proprietà ecclesiastiche in Israele e che prosegue il suo iter verso l'approvazione.

Dall'11 al 18 giugno una delegazione diocesana, guidata dal vescovo, mons. Roncari, è in Terra Santa per siglare un gemellaggio con la Diocesi di Gerusalemme. È un nuovo passo di un percorso di dialogo interreligioso e culturale che ha per protagonista il territorio di Pitigliano-Sovana-Orbetello. Attivi anche progetti con la Rete Italiana per il Dialogo Eurometiterraneo-APS e l'Università di Firenze.

«Lo Spirito sblocca gli animi sigillati dalla paura. Vince le resistenze. A chi si accontenta di mezze misure prospetta slanci di dono. Dilata i cuori ristretti. Spinge al servizio chi si adagia nella comodità. Fa camminare chi si sente arrivato. Fa sognare chi è affetto da tiepidezza». È l'identikit dello Spirito Santo, tracciato dal Papa nell'omelia della festa di Pentecoste, celebrata ieri nella basilica di San Pietro.

Dalla Striscia di Gaza la testimonianza del parroco, padre Mario Da Silva: «È urgente risolvere al più presto la povertà che mette in ginocchio la popolazione giunta oramai allo stremo per disinnescarne la rabbia. Abbiamo bisogno di cibo, medicine, acqua, energia elettrica, ma abbiamo bisogno anche della preghiera". L'appello a tutte le chiese affinché preghino, sabato sera, vigilia di Pentecoste, per la pace a Gaza e in Terra Santa.

Prima dei saluti in lingua italiana, al termine dell'udienza generale, Papa Francesco si è detto molto preoccupato per l'acuirsi delle tensioni in Medio Oriente e ha fatto gli auguri ai «fratelli islamici» per l'inizio del Ramadan

«Condanna di ogni forma di violenza, ogni uso cinico di vite umane e di violenza sproporzionata», una veglia di preghiera per la pace e una giornata di digiuno: così il Patriarcato Latino di Gerusalemmme risponde alla «ennesima esplosione di odio e violenza, che sta insanguinando ancora una volta la Terra Santa».