Terrasanta

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«Siamo venuti per ascoltare la vostra voce e per riflettere. La presenza cristiana è vitale e necessaria nella Terra Santa per far incontrare le persone». Lo ha detto il vescovo anglicano di Soutwark, Christopher Chessun, nell’omelia della messa concelebrata stasera a Ramallah dai vescovi cattolici dell’Holy Land Coordination (Hlc), e presieduta da mons. Declan Lang, vescovo di Clifton e coordinatore Hlc.

«Stefano ci insegna come vivere le situazioni difficili e problematiche della vita, dividendole in due livelli. Uno è quello della storia, fatto di successi, violenze e guerre; l’altro è quello di chi sa alzare lo sguardo vivendo dentro le difficoltà, per vedere oltre i cieli quello che è il progetto di Dio, che guida la storia, affinché nasca la speranza». Lo ha detto il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, celebrando ieri, a Gerusalemme, la festa di Santo Stefano.

Una preghiera per la giustizia, per la presenza cristiana in Medio Oriente, per la pace e la riconciliazione in tutte le nazioni del mondo: a elevarla sono i patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme nel loro messaggio natalizio.

«Nessuna decisione finale è stata presa» in merito al rilascio, ai cristiani di Gaza, dei permessi per recarsi a Betlemme per le feste natalizie. È quanto afferma Wadie Abunassar, portavoce dell'Assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa, riportando il contenuto di un «vago messaggio» del Cogat, (Coordination of Government Activities in the Territories), il Coordinamento delle attività del governo israeliano nei Territori Palestinesi, giunto ieri sera.