Myanmar

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Il massacro di almeno 35 civili innocenti nel villaggio di Mo So, Hpruso, nello stato di Kayah (Kareni). I loro corpi “uccisi, bruciati e mutilati sono stati trovati il giorno di Natale”. “È un’atrocità straziante e orribile - dice il card. Charles Bo, arcivescovo di Yangon e presidente della Conferenza dei vescovi birmani - che condanno pienamente e senza riserve, con tutto il cuore”. Anche le Nazioni Unite si uniscono al coro di condanna e orrore. Secondo i rapporti dell’Onu, tra le vittime ci sarebbe almeno un bambino. Anche due operatori umanitari di Save the Children risultano dispersi, coinvolti nelle violenze

"Urge fermare i combattimenti. Molta gente innocente soffre ed è disperata. E' necessario un aiuto internzazionale perchè qui è in corso una emergenza umanitaria. Chiediamo alle agenzie delle Nazioni Unite e alle ONG di aprire ufficialmente dei campi profughi in modo che si possano offrire aiuti umanitari agli sfollati, a Mindat e nelle zone limitrofe": è l'appello accorato consegnato all'Agenzia Fides da p. Joseph Sethang, sacerdote cattolico e parroco a Mindat, che ha portato 80 rifugiati, per lo più bambini, donne e anziani, nella sua chiesa del Sacro Cuore a Mindat, cittadina nella la diocesi cattolica di Hakha, capitale dello stato birmano di Chin, in Mynamar occidentale, a al confine con India e Bangladesh. 

Alcuni razzi sparati dai militari dell'esercito regolare birmano hanno colpito nella notte la chiesa cattolica di san Giuseppe nella città di Demoso, nello stato Kayah, nella parte orientale del Myanmar, dove sono in corso intensi combattimenti tra i militari e gruppi di resistenza locali. E' la seconda chiesa cattolica colpita da bombardamenti, dopo la chiesa cattolica del Sacro Cuore nel villaggio di Kayanthayar, nell'area di Loikaw.