Pakistan

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«Rendo omaggio alla memoria del caro fratello Shahbaz, e mi rallegra sapere che oggi egli è amato e stimato da tanti in Pakistan e che il suo sacrificio sta portando frutti di speranza». Sono le parole dedicate dal Papa a Shahbaz Bhatti, e rivolte oggi al fratello del ministro pachistano assassinato nel 2011, ricevuto in udienza, nella Sala del Concistoro, insieme ai membri dell'associazione «Missione Shabaz Bhatti».

Intimidazioni sistematiche, gravi violazioni dei diritti umani, abusi e violenze. Nel mondo ne sono vittima quasi 300 milioni di cristiani. E' la denuncia del XIV Rapporto di Acs sulla libertà religiosa presentato oggi a Roma. A subire oppressioni sono anche altre minoranze di fede. E l'Occidente è sordo e indifferente alle richieste di aiuto dei cristiani iracheni.

In un mondo in cui il titolo di martire è anche svalutato e ormai comunemente applicato anche a chi è solo vittima di un incidente e in un paese in cui persino i fanatici si sono impossessati di questo nome, la piccola grande Asia, che ha sempre rifiutato di convertirsi per sfuggire al carcere e alla forca, assomiglia ai martiri veri, verrebbe voglia di dire ruspanti, di un paio di millenni fa.

«Siamo nei guai in Pakistan, vi prego aiutateci»: è l'appello di Ashiq Mash, marito di Asia Bibi , che chiede aiuto a Donald Trump, Theresa May e Justin Trudeau perché accolgano come richiedenti asilo Asia Bibi e tutta la sua famiglia negli Stati Uniti, in Gran Bretagna o Canada, in un video diffuso pochi minuti fa su Twitter dalla testata tedesca Dw News.

Asia Bibi «potrebbe essere liberata nelle prossime ore, ora bisogna vedere in che modalità, sicuramente portandola in un luogo sicuro insieme alla famiglia». Lo dice oggi al Sir Paul Bhatti, medico e fratello di Shahbaz Bhatti, l'esponente politico cristiano ucciso nel 2011 per aver preso le difese di Asia Bibi e lottato contro la legge sulla blasfemia che in Pakistan condanna al carcere - o addirittura alla pena di morte - chi offende il Profeta Maometto. 

Binish Paul, cristiana, è una studentessa di liceo di 18 anni. Il 22 agosto scorso un ragazzo musulmano, Taheer Abbas l'ha gettata dal secondo piano della sua abitazione perché la giovane aveva rifiutato di sposarlo e di convertirsi all'Islam. A raccontare ad Aiuto alla Chiesa che Soffre l'ennesimo caso di violenza e tentativo di conversione forzata ai danni di una donna cristiana in Pakistan è l'avvocato di Binish, Tabassum Yousaf.